hp Mattia
Piano
 

Pastello.

 

La mano toglie la tenda al mondo

Scopre Saturno e Venere.Fanno l’amore!

La campanula china sul sole, sbava rugiada!

Col secchiello ramato colgo la bava sulla terra

Bruciata.

I miei occhi non potrebbero essere più spenti.

Più lontani.

Il folletto dorme.

Nell’orbita si muove, e il secchiello ricolmo di ponti di cristallo

Nel fetore luccica.

Dall’esterno un lupo sbrana il folletto, il cappellino intarlato vola

Tintinni

Sul fango

Le dolci braccetta si agitano.

 

 

Le Pazze.

 

Di nero vello bubbolano

Dietro a lenti troppo grandi

Per il mondo, su cuciture antiche

Di giallo polvere in bianchi risvolti

La scansano con scarpette umilissime

Entrano nel sogno

Insieme al tramonto

Col rosario sul seno

Incrudito alle belle dita.

 

 

Un suono cammina

Nella casa, lieve

Lo specchio si inchina

Alla strana neve

 

Fai un giro

Fanne un altro

In silenzio

Balla col tuo atro scaltro

 

     Un piccolo scricchiolio dal muro

Chiudi gli occhi

Non eri un duro?

Solo soffocati rintocchi

 

E poi…

 

Grida di più

Grida più forte

CHRISTY è sparita

Attento alle spalle

(SCcccHhhhhHHh…)

La morte.

 

 

Fantasogno.

 

A volte è meglio

Fuggire nella gabbia dei sogni

Agli arresti dell’ossesso

Quiescente e Raffermo

Avvolto nel manto del traslato

 

E’ meglio

Volare

Colle ali di plastica

Verso il sole, per poi

Cadere e restare

Come una plumbea statua

Sanguinante sulla terra

Della fantasmagoria

Che volare per sempre

Sopra le mura dell’irreale

In alto dove l’aria è gelida

Attraverso la confusione generale

Per poi arrivare

Al mondo del mistero

Fra le braccia della luna

Dove tutto è corruttibile paura

Dove tutto è vero!

 

 

Il mio grido, nudo,

Dalle spine avvolto

Trema tra le tue parole

Che passeggiano

All’ombra di un albero

Che tutti chiamano, Amicizia,

Nato da una lacrima

Maledetta

Scesa piano.

 

 

 

 

 

 

1111316135

 

La candela

Che si spegne

Il buio

Che si accende

Nei tuoi occhi

Velati di lacrime

E il vuoto

È solo in un angolo

Di solitudine in solitudine

E’ arrivato qua

Nel suo viaggio non ti ha

Scordato

 

Di chi ti sei innamorata?

 

 

SILENT

 

Piccola farfalla

Come hai fatto

Ad entrare attraverso

Il piombo dei miei pensieri

Hai aperto una falla

Sei entrata

Senza dir nulla

Silenziosa…

Attraversando il limite

Dei miei occhi

Posandoti sul mio cuore.

 

Cara Farfalla

Il mio cuore

Non possiede che rozze

Ali per seguirti

E’ pesante

Piange…

 

Ma non per questo si vergogna

Soffre…

 

…Farfalla

Ascolto il tuo dolce sbatter d’ali e

Mi addormento nella

Culla

Delle tue labbra

Che tu sei già

Volata via.

 

 

 

Occhi

 

Inciampo sui tuoi occhi

E quasi annego

Nella loro bellezza

Immensa

 

Hanno il colore del mare

O forse più scuro

Non ne sono sicuro

Ne sento il profumo

Che mi attrae

Mentre mi consumo

Nel loro fuoco

Ed io il suo fumo

 

Come vorrei riconoscermi in essi

Pensare che siano gli stessi

Fondermi e bruciare con loro

Sopra intagliarli

TI AMO

E ricoprirla d’oro

Mi basterebbe solo sfiorarli.

 

 

Occhi

 

Incurante di ciò

Che mi circonda e

Il mio sguardo

Affonda

Nei tuoi verdi occhi

A me sconosciuti

Inviolati e casti

Mentre ti accarezzi

I capelli lisci

Alterati nello specchio

Deformante del mondo

Intriso d’amore

Rimango solo

Come invisibile

Esiliato nel tuo cuore.

 

 

 

Vena

 

Mendica il cuore

Un pezzo d’amore

Ingannato

Inciampa sui pensieri,

Infangato

Arso da fuochi fieri

E col fiato corto

Si rialza labile

Non gli importa

Indistruttibile

 

Va per le strade

Sporche d’angoscia

Molle ricade

Stanco si affloscia

Dalle affabili tradito

Nessuno lo guarda

Da tutti deriso

Sulle membra inciso

Il ricordo della beffarda

Notte che lo ha trafitto

 

Tarda è l’ora

Solo un sorriso gli rimane

Una nobile signora

Gli da’ del pane

Come l’ape a un fiore

Sentendone l’essenza

Con ardore

Lo fa fiorire

La speranza è

L’ultima a morire.

 

 

Colloquio stagionale

 

Il vento, autunno,

Cadono le foglie

Coprono parole

Ormai introvabili.

Sono le parole che vogliamo

Dire, ma nell’ombra

Dell’albero della amicizia

Si leggono sfumate

Solo il sole a mezzogiorno

Le può rivelare

Se si coglie l’attimo

L’attimo di libertà

Quando il cuore,

Come l’albero sotto il quale

Sei seduta,

Si spoglia e si rivela

La stagione indugia

A guardarti con nelle labbra

Il sapore ancora

Dell’estate.

 

 

Camino

 

In una stanza buia

Mi accingo a un triste scrivere

E porgo i miei pensieri al sole

 

Mi esponevo a lui quando

Abbagliante e lieto

Pioveva nella stanza

Bagnandomi molle

 

Ora, invece, una luce

Entra nella stanza

Scarna e inconsistente

Arida al mio fianco

 

Solo lo stillante palpitare

Del mio cuore

Mi spaventa, mentre

Rimango solo senza nemmeno

La compagnia della mia ombra

 

Lui nascerà in altri continenti

Toccando nuovi orizzonti

Lasciando vuoto il mio

 

Nell’immensità dell’immenso

Solo spine ho con cui giocare

E il Sole se ne andato

Con un languido tramonto

Solo i frutti maturi sulla terra

A testimoniare il suo passaggio

 

Poggio la penna e tedioso aspetto l’alba.

 

 

 

Una candela

Un alito la spegne

Senti il buio?

Cosciente del silenzio

Sola

Solo i tuoi occhi

Il faro nella stanza

Illuminano una densa danza,

Pensa al tuo chiuso

E balla, dolce bambina

Tanto bella da far paura

 

Hai gli occhi di vetro

Tutto per te è così tetro?

Verde luce, bianco il muro

Fragile vento

Non più io ti sento

 

Una contorta filastrocca ti canto

Per non ascoltare più

Il tuo disperato pianto.

 

 

Sono l’aria sopra i tetti

Fra le chiacchiere delle case

Addossate in un rivolo.

Solo, libero, in ascolto.

 

Sono il tempo che bussa

Alle porte con effetti dinamici

Con la paura al cospetto e

Forma onde concentriche.

 

Ed io signore delle cose

Al comando della vita

 

Anch’io condannato

In balia della finzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi abbandono

A un pensiero

Così dolce

Che mi rende amara

L’esistenza.

Una lacrima colora il cuscino

E le tue labbra

Sono appese

Sull’eterno

Così gelo

Nel ghiaccio dell’inferno

Consumato

A un buio amore

Ormai spento.

 

 

Ceneri

 

Sull’asfalto

A passi stanchi

E miei stivali bruciano

 

Solo un goccio di solitudine

Mi è rimasto per

Rimanere in vita

 

Ancora fuoco, lentamente…

Ai piedi del freddo cancello

Del tuo cuore

A implorare di non morire

Completamente arso

Giaccio e giacciono le mie

Ceneri

Che un alito di vento spazzano via

 

E la mia voce dissolvendosi

Ancora grida…

Il tuo nome.

 

 

Dalla terrazza

 

Forse è solo il vento

Che scuote le foglie.

 

Questo vento

 

Che soffia e non smette.

 

Dalla terrazza

Vedo solo tetti

E stendini che sbattono

Ad ogni alito

Con profonda cadenza

 

Orologi a pendolo troppo vecchi

 

Orologi che segnano il tempo

Che ci divide e

Ci tiene lontani

 

Ad ogni secondo

Il mio cuore ti dicembre

TI AMO.

 

 

Così Puro

 

Quest’oggi ho scoperto la purezza.

Sembra spinta da un fiato d’etterno.

Fantastico di noi, di te e della tua esile forma.

E’ la forma di un fiato.

Così debole, e bello,

Chiudo gli occhi,

Scopro che questo

E’ solo un Bacio

 

 

Imprimo

 

Due occhi si scontrano

Si abbracciano e si fondono

Si tagliano e si bruciano

Nel profondo silenzio cadono

 

Ma quando odono

Del reciproco respiro il suono

Cuori che palpitano

Al ritmo di un soffio lontano

 

Basta solo una carezza

Per tremare mentre due

Labbra si avvicinano

 

Si sfiorano e si toccano

Impresse nell’abbandono

 

 

Polvere

 

La vita è inutile.Una grande illusione.

Mi sento come un muro.Ho la notte alle spalle.

E i suoi tentacoli non riescono a raggiungermi…lanciato, in corsa

Verso la vita che non si fa vedere e non si fa stringere.

I suoi occhi vitrei suonano come una campana in lontananza.

Non si sa da dove viene.

Esiste.

Rintocchi fluorescenti che pulsano.Morfina baluginante.

Buio.

Si vive credendo in qualcosa che non si sa, che non è sicuro, si vive e non si sa il perché, si vive per vedere il mondo.

Ma il mondo è solo una pattumiera di morti.Sono il mondo e la mia mente ne è piena.

Sacco di polvere che nessun vento può spazzare via.

Raffermo nel mio sangue di piombo.

 

Aspiro veleno di morte, ossigeno.Simbolo della vita che muore.Ogni giorno…ogni volta, ad ogni respiro.Mi nutro.

 

Nel silenzio guardo l’orologio.La lancetta gira. Aspetto.

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Sul fumo

Aspiro. Aspiro. Aspiro.
Brughiere di cenere
Rossi cani fumi di porpora
Eretti su stanze d’argento
E scalinate trotterellanti marmoree.
Avanza. Avanza. Avanza.
Il cristallo,
La notte e la sigaretta.

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