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satta Nuoro
1902-1975
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Salvatore Satta
Salvatore Satta

La Nuoro di Salvatore Satta
di Giulio Angioni

Gonaria: sogno, ma forse no
di Gaetano Marino

Salvatore Satta

... C'erano tutti allora, nella stanza ravvivata dal caminetto, ed eravamo felici poiché non ci conoscevamo. Per conoscersi bisogna svolgere la propria vita fino in fondo, fino al momento in cui si cala nella fossa. E anche allora bisogna che ci sia uno che ti raccolga, ti risusciti, ti racconti a te stesso e agli altri come in un giudizio finale. È quello che ho fatto io in questi anni, che vorrei non aver fatto e continuerò a fare perché ormai non si tratta dell'altrui destino ma del mio.
Il giorno del giudizio

  ...La memoria è la facoltà dello spirito umano che manifesta l'identità personale dell'uomo attraverso il fluire e il mutare del tempo. Se perdessi la memoria, tutta intera la memoria, sarei come un detrito trasportato dalla corrente della vita.
De Profundis
 

Salvatore Satta, presentazione

Salvatore Satta è considerato uno dei maggiori giuristi del nostro secolo. Occupò per diversi anni la cattedra di Diritto processuale Civile a Roma. Da questa esperienza nacque il monumentale Commentario, ancora oggi studiato nelle università italiane ed estere. Dopo la sua morte, la famiglia riprese le vecchie carte del giurista, scoprendo, nelle pagine di una vecchia agenda, un manoscritto dal titolo Il giorno del giudizio. Pubblicato dalla Cedam (1977) e poi dall'Adelphi (1979) il libro trovò un grosso consenso tra il pubblico di lettori e critici.
La storia narra la vita di una cittadina sarda, Nuoro, e il suo snodarsi tra eventi privati e pubblici di inizio secolo. I personaggi, la loro psicologia come pure il paesaggio sono oggetto di una minuziosa indagine che però non si riduce mai a semplice bozzetto. L'autore, che non ebbe contatti con gruppi o circoli letterari, alterna ad una scrittura sobria e lineare, uno stile tipicamente Novecentesco: trovano infatti spazio l'indagine psicologica, il flusso di coscienza, la metaletterarietà (per citare alcune caratteristiche) che ritroviamo nei grandi scrittori del nostro secolo. Sulla scia di questi successi, l'Adelphi pubblicò due altre opere di Satta: De profundis (1980) e La veranda (1981).

 

Salvatore Satta, vita e opere

Scrittore e giurista, nasce a Nuoro il 9 agosto 1902, ultimo figlio di Satta Salvatore, notaio di Nuoro, e di Giafrè Valentina.
Consegue il diploma di licenza liceale presso il Liceo "Azuni" di Sassari nel 1920 e si laurea in Giurisprudenza col massimo dei voti e la lode nell'Ateneo della stessa città nel 1924, discutendo la tesi sul Sistema revocativo fallimentare.
Una malattia lo costringe ad interrompere il tirocinio di avvocato presso il noto giurista milanese Marco Tullio Zanzucchi e a ricoverarsi per circa due anni nel sanatorio di Merano, dove scrive La veranda, un romanzo sulla propria e altrui sofferenza.
Nel 1932 consegue la libera docenza all'Università di Camerino dove riceve l'incarico per l'insegnamento di Diritto Processuale Civile. Successivamente diventa titolare di cattedra a Macerata, Padova, Genova e, infine, a Roma.
Si sposa a Trieste nel 1939 con Laura Boschian, un'assistente volontaria alla cattedra di Letteratura Russa, dalla quale avrà due figli, Filippo e Gino.
Pubblica numerosi studi giuridici tra cui un monumentale Commentario al Codice di Procedura Civile e Diritto processuale civile, un'opera complessa in cinque volumi che gli conferisce una certa notorietà nell'ambiente dei giuristi.
Fra il '44 e il '45 scrive il De profundis, mirabile affresco sulla condizione umana, originato dalle riflessioni sulla negativa esperienza maturata durante il periodo della guerra.
Nello stesso anno viene nominato Pro-rettore all'Università di Trieste e a tale titolo pronuncia il Discorso Inaugurale per l'anno accademico 1945/46, rimasto celebre per lo spiccato spirito democratico che lo anima e per la sottesa polemica posizione sia nei confronti del fascismo che del comunismo.
Tra le sue opere vanno ricordate anche: Poesia e verità nella vita del notaio, pubblicato in Vita notarile del 1955, Soliloqui e colloqui di un giurista del 1968, Quaderni del diritto e del processo civile del 1969 e diversi manuali ed articoli di carattere giuridico pubblicati su riviste e quotidiani.
Nel 1970 inizia il suo capolavoro Il giorno del giudizio, pubblicato postumo nel 1977 dalla Casa Editrice Cedam, specializzata in pubblicazioni giuridiche. Inizialmente il romanzo passa sotto silenzio ed è quasi totalmente ignorato dalla cosiddetta critica ufficiale. Si deve a Roberto Calasso, dietro segnalazione del professor Mercadante, il successivo rilancio dell'opera da parte della Casa editrice milanese Adelphi che la pubblica nel 1979, con un'operazione pubblicitaria tra le più efficaci degli ultimi anni, creando uno dei casi letterari del secolo. - -Il libro suscita sconcerto e malcontento soprattutto a Nuoro, dove molti si riconoscono nei personaggi descritti.
Oggi il romanzo, tradotto in diciassette lingue, è considerato un'opera letteraria di grande spessore e riscuote ampi consensi da parte della critica più qualificata. Colpito da un male incurabile, Salvatore Satta muore a Roma il 19 aprile 1975.

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