
Salvatore Satta |
La Nuoro di Salvatore Satta
di Giulio Angioni
Gonaria:
sogno, ma forse no
di Gaetano Marino |

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... C'erano
tutti allora, nella stanza ravvivata dal caminetto, ed eravamo felici poiché non ci
conoscevamo. Per conoscersi bisogna svolgere la propria vita fino in fondo, fino al
momento in cui si cala nella fossa. E anche allora bisogna che ci sia uno che ti raccolga,
ti risusciti, ti racconti a te stesso e agli altri come in un giudizio finale. È quello
che ho fatto io in questi anni, che vorrei non aver fatto e continuerò a fare perché
ormai non si tratta dell'altrui destino ma del mio.
Il giorno del giudizio
...La memoria è la facoltà dello
spirito umano che manifesta l'identità personale dell'uomo attraverso il fluire e il
mutare del tempo. Se perdessi la memoria, tutta intera la memoria, sarei come un detrito
trasportato dalla corrente della vita. De Profundis |
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Salvatore Satta,
presentazione
Salvatore Satta è considerato uno dei maggiori giuristi del nostro secolo. Occupò per
diversi anni la cattedra di Diritto processuale Civile a Roma. Da questa esperienza nacque
il monumentale Commentario, ancora oggi studiato nelle università italiane ed estere.
Dopo la sua morte, la famiglia riprese le vecchie carte del giurista, scoprendo, nelle
pagine di una vecchia agenda, un manoscritto dal titolo Il giorno del giudizio. Pubblicato
dalla Cedam (1977) e poi dall'Adelphi (1979) il libro trovò un grosso consenso tra il
pubblico di lettori e critici.
La storia narra la vita di una cittadina sarda, Nuoro, e il suo snodarsi tra eventi
privati e pubblici di inizio secolo. I personaggi, la loro psicologia come pure il
paesaggio sono oggetto di una minuziosa indagine che però non si riduce mai a semplice
bozzetto. L'autore, che non ebbe contatti con gruppi o circoli letterari, alterna ad una
scrittura sobria e lineare, uno stile tipicamente Novecentesco: trovano infatti spazio
l'indagine psicologica, il flusso di coscienza, la metaletterarietà (per citare alcune
caratteristiche) che ritroviamo nei grandi scrittori del nostro secolo. Sulla scia di
questi successi, l'Adelphi pubblicò due altre opere di Satta: De profundis (1980) e La
veranda (1981).
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Salvatore Satta, vita e opere
Scrittore e giurista, nasce a Nuoro il 9 agosto 1902, ultimo figlio di
Satta Salvatore, notaio di Nuoro, e di Giafrè Valentina.
Consegue il diploma di licenza liceale presso il Liceo "Azuni" di Sassari nel
1920 e si laurea in Giurisprudenza col massimo dei voti e la lode nell'Ateneo della stessa
città nel 1924, discutendo la tesi sul Sistema revocativo fallimentare.
Una malattia lo costringe ad interrompere il tirocinio di avvocato presso il noto giurista
milanese Marco Tullio Zanzucchi e a ricoverarsi per circa due anni nel sanatorio di
Merano, dove scrive La veranda, un romanzo sulla propria e altrui sofferenza.
Nel 1932 consegue la libera docenza all'Università di Camerino dove riceve l'incarico per
l'insegnamento di Diritto Processuale Civile. Successivamente diventa titolare di cattedra
a Macerata, Padova, Genova e, infine, a Roma.
Si sposa a Trieste nel 1939 con Laura Boschian, un'assistente volontaria alla cattedra di
Letteratura Russa, dalla quale avrà due figli, Filippo e Gino.
Pubblica numerosi studi giuridici tra cui un monumentale Commentario al Codice di
Procedura Civile e Diritto processuale civile, un'opera complessa in cinque volumi che gli
conferisce una certa notorietà nell'ambiente dei giuristi.
Fra il '44 e il '45 scrive il De profundis, mirabile affresco sulla condizione umana,
originato dalle riflessioni sulla negativa esperienza maturata durante il periodo della
guerra.
Nello stesso anno viene nominato Pro-rettore all'Università di Trieste e a tale titolo
pronuncia il Discorso Inaugurale per l'anno accademico 1945/46, rimasto celebre per lo
spiccato spirito democratico che lo anima e per la sottesa polemica posizione sia nei
confronti del fascismo che del comunismo.
Tra le sue opere vanno ricordate anche: Poesia e verità nella vita del notaio, pubblicato
in Vita notarile del 1955, Soliloqui e colloqui di un giurista del 1968, Quaderni del
diritto e del processo civile del 1969 e diversi manuali ed articoli di carattere
giuridico pubblicati su riviste e quotidiani.
Nel 1970 inizia il suo capolavoro Il giorno del giudizio, pubblicato postumo nel 1977
dalla Casa Editrice Cedam, specializzata in pubblicazioni giuridiche. Inizialmente il
romanzo passa sotto silenzio ed è quasi totalmente ignorato dalla cosiddetta critica
ufficiale. Si deve a Roberto Calasso, dietro segnalazione del professor Mercadante, il
successivo rilancio dell'opera da parte della Casa editrice milanese Adelphi che la
pubblica nel 1979, con un'operazione pubblicitaria tra le più efficaci degli ultimi anni,
creando uno dei casi letterari del secolo. - -Il libro suscita sconcerto e malcontento
soprattutto a Nuoro, dove molti si riconoscono nei personaggi descritti.
Oggi il romanzo, tradotto in diciassette lingue, è considerato un'opera letteraria di
grande spessore e riscuote ampi consensi da parte della critica più qualificata. Colpito
da un male incurabile, Salvatore Satta muore a Roma il 19 aprile 1975.
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