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ISOLATEATRO
STAGIONE '93
TEATRI DEL SOTTOSUOLO
ANNO QUARTO
CINEMA TEATRO
anno 92
anno 93
anno 94
anno 95
anno 96
anno 97
anno 98
anno 99
 

CALENDARIO

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
COMUNE DI QUARTU S.ELENA, ISOLATEATRO, 1993 - anno secondo,
IL CANOVACCIO, promozione teatro
SOTTOSUOLO DEI TEATRI
4a edizione
CINEMA & TEATRO

APRILE 1993
DAL 15/04 AL 2/05 - ORE 21.30 CINEMA
PROIEZIONI CINEMA D'AUTORE
"IL CINEMA DI RUSS MEYER"
IN LINGUA ORIGINALE FASTER, PUSSYCAT! KILL! KILL!
CON SOTTOTITOLI VIXEN
SUPERVIXENS
DAL 1964 AL 1979 UP!
BENEATH THE VALLEY OF THE ULTRAVIXENS

MAGGIO 1993

G 6 - V 7 - S 8 - - D 9 - ORE 21.30 TEATRO
"IL SOTTOSUOLO"
di Fedor Dostoevskij
traduzione di Alfredo Pollero
con Valentino Orfeo
produzione ASSOCIAZIONE SALA ORFEO

G 13 - V 14 - S 15 - D 16 TEATRO
"LA NOTTE POCO PRIMA DELLA FORESTA"
(terzo studio)
di Bernard-Marie Koltès
traduzione di Giandonato Crico
Collaborazione alla drammaturgia Paolo Puppa
con Gaetano Marino
Produzione IL CANOVACCIO

G 20 - V 21 - S 22 - D 23 - ORE 21.30 TEATRO
"ADRAMELECH"
di VALERE NOVARINA
traduzione e drammaturgia Valter Malosti e Walter Valeri
collaborazione artistica Giorgio Barberio Corsetti
con VALTER MALOSTI
produzione C.R.S.T. PONTEDERA - GIORGIO BARBERIO CORSETTI

TEATRO DI DIONISO
V 28 - S 29 - D 30 - L 31 - ORE 21.30 TEATRO
"LA TRASFIGURAZIONE DI BENNO IL CICCIONE"
di Albert Innaurato
traduzione di Rossella Bernascone
riellaborazione drammaturgica di Valter Malosti
con Antonio Iuorio, Elena Bibolotti

TUTTE LE MANIFESTAZIONI AVRANNO INIZIO ALLE ORE 21.30
POSTO UNICO: CINEMA L.5.OOO - TEATRO L.8.000
TESSERA ANNUALE ASSOCIATIVA L.4.000 - ISOLATEATRO


PRESENTAZIONE

IL CINEMA DI RUSS MEYER
Esagerato, provocatorio, gaudente, corrosivo. Russ Meyer è il cinema che non t'aspetti, vitale e vitalistico, una fetta di vita americana vista attraverso la lente deformante del sesso e del danaro. Cameraman in tempo di guerra, fotografo di nudi e riviste d'erotismo patinato, documentarista, Meyer è il prototipo del cineasta indipendente. I suoi film gli appartengono, dalla prima all'ultima scena, si identificano con lui. E' il regista, lo sceneggiatore, il produttore, il montatore, il fonico, il direttore della fotografia. Artista totale, artista rivoluzionario.
Nel suo cinema, fatto di storie bizzarre, donne dai seni enormi, viriloidi senza cervello, c'è una lettura assai feroce dei molti vizi e poche virtù degli yankees. Una frustata all'american way of life, alle lusinghe del capitale, alle tentazioni della carne che scoprono i sogni di prepotenza e le ipocresie puritane. Nella polvere del deserto o fra i grattacieli delle metropoli Meyer racconta il cuore dell'America
IN LINGUA ORIGINALE CON SOTTOTITOLI
PROIEZIONI: ORE 21.30
POSTO UNICO L.5.000
TESSERA ASSOCIATIVA L.4.000

ASSOCIAZIONE SALA ORFEO - presenta - VALENTINO ORFEO - in
"I L S O T T O S U O L O" - di FEDOR DOSTOEVSKIJ - traduzione di Alfredo Pollero
"Memorie del Sottosuolo", scritta nel 1864, segna il punto di partenza per il nostro grande scrittore, di tutta la sua creazione postuma; la storia in sintesi: cito testualmente la nota introduttiva di Leone Ginzburg: <<In una società interessata, abitudinaria e brutale, quell'uomo timido, che non era protetto nè dalla condizione sociale, nè dalla ricchezza, nè da un'intelligenza brillante, doveva inevitabilmente essere braccato da ogni parte e incalzato senza remissioni dalla volgarità e dalla prepotenza che non sapeva imitare, e costretto a ridursi nel "sottosuolo" della sua esistenza di talpa; per di più, come se tanta desolazione non bastasse, la nuova morale e la nuova scienza sociologica, che si venivano affermando col positivismo, additavano all'umanità intera proprio l'ideale di mediocrità soddisfatta e immutabile di cui erano animati i persecutori "dell'uomo del sottosuolo": la ribellione era inevitabile, anche se egli non riusciva a ribellarsi se non sprofondando maggiormente nel suo fango...>>

ASSOCIAZIONE IL CANOVACCIO - presenta GAETANO MARINO  in
LA NOTTE POCO PRIMA DELLA FORESTA - di BERNARD-MARIE KOLTES
collaborazione drammaturgica Paolo Puppa
Essere stranieri. Abbordare un nuovo giovane amico sotto la pioggia. Avere in cuore una ragazza notturna, un ectoplasma da lungofiume. Odiare gli specchi. Amare le puttane matte. Distinguere il "nervosismo" dei macrò usciti dritti dritti dalle gonne di mamma. Denunciare la divisione in zone di lavoro settimanale, in zone per le moto, o per rimorchiare, o per le donne, o per gli uomini, o per i froci, e avvilirsi per le zone della tristezza, della chiacchiera, del venerdì sera.
L'intelaiatura di "La nuit juste avant les forets", è un paradigma straordinario, un testo fluentissimo e irto nella sua prosa vertiginosa, aliena da punteggiatura ferma, tutta pervasa di anacoluti e biasimi come un romanzo-pamphlet di Cèline. I temi assoluti di questo autore prematuramente scomparso a quarant'anni affiorano in una comunicazione per voce solista, in un poema teatralissimo che sconta i problemi dell'identità, della moralità, dell'isolamento, dell'amore non facile.
Produzione IL CANOVACCIO

C.R.S.T. PONTEDERA - GIORGIO BARBERIO CORSETTI - TEATRO DI DIONISO - presentano
"A D R A M E L E C H" di VALERE NOVARINA
traduzione e drammaturgia di Valter Malosti e Walter Valeri
con VALTER MALOSTI
collaborazione artistica GIORGIO BARBERIO CORSETTI
Il testo racchiuso in un' unica colata d'invenzioni e ispirazioni linguistiche, ha una scrittura violenta e fortemente lirica in cui si insinua il grottesco, e trae origini dalla letteratura parodistica e maccheronica del XVII secolo ma soprattutto dai "Canti di Maldoror" di Lautreamont, per quel piglio di ostilità ed inestinguibile rancore nutrito contro il mondo intero ed i viventi. Dramma delle origini in cui si mescolano lottando la lingua della Bibbia e quella di Celine.
Valère Novarina, cinquantenne, è nato in Svizzera ma vive e lavora a Parigi ed in Savoia. La sua famiglia è di origini piemontesi. Novarina è considerato uno dei massimi drammaturghi di lingua francese, per lo stile personalissimo della sua scrittura, sorta di alchimia geniale di tutta una tradizione visionaria e caotica che parte dai chierici vaganti francesi del '500, passa per Rabelais, i Maccheronici, Lautreamont e si condensa mirabilmente in una lingua inventata che diviene dramma di parole, per le orecchie degli spettatori, come dice lo stesso autore in un lungo scritto teorico che è un pò il manifesto del suo teatro, divenuto famoso anche in Italia: "Lettera agli attori"

TEATRO DI DIONISO - CONSORZIO SETTIMO VOLTAIRE
presenta
"LA TRASFIGURAZIONE DI BENNO IL CICCIONE"
di Albert Innaurato
con Antonio Iuorio ed Elena Bibolotti
scenografia di Lucio Diana
costumi di Metella Raboni
"la voce" Sergio Troiani
Regia di Valter Malosti
"Io sono Benno e voglio mangiare fino a crepare"
Benno è un giovane enorme, tanto vulnerabile e innocente dentro, quanto sgraziato e repellente fuori. Quasi proiettandoli dall'interno dell'io più segreto e custodito, Benno vive, rivive, rappresenta sogni, ricordi e visioni appartenenti ad un passato-presente di bambino ed adulto disorientato e respinto. Intorno a lui, in un tripudio onirico di disturbante visionarietà, ruota un universo di padri violenti ed insensibili, madri frustrate, nonni laidi, minorenni esperte, nello squallore metropolitano di parche, camere e cucine. I personaggi della pièce, nelle intenzioni dell'autore da affidare a diversi interpreti, vengono assorbiti da Benno che diviene padre, madre, nonno in un gorgo vertiginoso simile ad un gioco grottesco di bambini o ad un cartoon. Benno parte dall'infanzia per divorare i ricordi, inglobarli come fossero veramente cibo, per arrivare al banchetto finale che progetta di fare: da divoratore a cibo egli stesso. Solo una ragazzina che Benno vede giocare, viziosa e tragica, con il nonno, resta fuori dal gorgo familiare e lo aiuta a ricordare. Questo gioco comune, impegnando gli attori in una prova estrema, diviene rievocazione di due infanzie mostruose ed esagerate che abitano un paradossale inferno circolare, luna-park, circo, testimone della trasfigurazione di Benno.
"Io sono Benno e voglio mangiare fino a crepare".