| L'UNIONE SARDA, PAGINA SPETTACOLI 26.01.1997 Annunciato il cartellone della seconda edizione di "Arse fucine stridenti" dell'Isolateatro Parole e corpi per un viaggio nel segno di Artaud oltre cento giornate di spettacolo divise fra teatro, danza, cinema e laboratori Avvio previsto il 4 febbraio con "Epizoo" del catalano Roca, poi c'è morganti Marino in scena con "Bakunin" di Atzeni È dedicata ad Antonin Artaud l'apertura delle nuove
"arse fucine stridenti" dell'Isolateatro. Seconda edizione - da gennaio a giugno
'97, e poi di nuovo gli ultimi due mesi dell'anno - messa su attingendo da visioni e
musiche, parole e corpi, nostalgie e ricerca. Come un viaggio che ha una data di inizio ma
non si sa quando e dove finirà, con tappe inedite e comuni, locali e straniere. Sono in
programma oltre cento giornate di spettacolo: quarantaquattro di teatro e danza, il resto
di cinema, laboratori, ipotesi di messa in scena, videoclip e un concorso di drammaturgia.
«Un progetto che andrà avanti per tre anni con l'obiettivo di ricondurre il pubblico a
teatro», sottolinea Gaetano Marino. «Una riproposta, con diverse novità, che non
abbandona la sua natura apparentemente caotica e trova vigore nell'incontro fra linguaggi
e sentimenti diversi». Isolateatro ha comunque trovato il suo posto nella realtà
culturale cittadina: lo spazio è raddoppiato e gli spettatori anche. Qualche numero:
tremila tesserati (fra i quali settecento studenti), seimila spettatori per le proiezioni
d'essai, duemila per il teatro. Un risultato importante, che dà grande soddisfazione
anche a Giovanni Columbu, assessore alla cultura del Comune di Quartu, sponsor insieme a
Regione e Provincia della rassegna (che costa, per quest'anno, 780 milioni circa). «C'è
un'evoluzione e una crescita», dice Columbu, «se pensiamo al deserto di alcuni anni fa,
possiamo parlare di una sorta di miracolo. E per questo mi impegno a fare tutto il
possibile perché le proposte de "Il canovaccio" vengano accolte positivamente
anche in futuro». Suggellato il legame tra soldi pubblici e cultura, diamo un'occhiata al
lungo programma di "Arse fucine stridenti". Oltre al teatro-officina di Claudio
Morganti, Silvio Castiglioni, Loredana Lanciano e Marinella Manicardi, che concluderanno i
loro laboratori con alcune dimostrazioni, si parte il 4 febbraio con la cyber-performance Epizoo
di Marcelin Antunez Roca, uno dei fondatori dell'allucinato gruppo catalano La Fura dels
Baus. Subito dopo Claudio Morganti e Nicola Savarese saranno i protagonisti de I
duellanti: un attore e uno studioso si "scontrano" sul rapporto fra teatro
occidentale e orientale. Segue Trilogia della pazienza, tre conferenze spettacolo
con Savarese attraverso Artaud, Ejzenstejn e Mishima. Riprende anche
"Sottosuolodeiteatri", con tre nuove produzioni del Canovaccio, lavori di
giovani autori e creazioni straniere. Si inizia (in aprile) con Il figlio di Bakunin
di Sergio Atzeni, diretto da Gaetano Marino e interpretato dalla compagnia Olata e da
Ornella D'Agostino. Poi: Ars Brevis, una non-rassegna di arti varie curata da
Enrico Pau; Una frenetica ispezione del mondo di Enzo Cosimi; Caravaggio... i
furori di Enzo Cecchi e con Marco Zappalaglio; Trilogia del balarino di
Alessandro Berti e Michela Lucenti; Visioni barbare, ovvero la danza del coreografo
Maurizio Saiu; Pulcinella e la dama bianca con Marco Manchisi e Anna Redi; Entrambi,
di e con Massimiliano Speziani e Paolo Battiston; e infine Carmen funebre del
gruppo polacco Teatr Biuro Podrozy. Per chiudere in bellezza, un'anticipazione per
novembre: Isolateatro ospita il progetto King Lear di Leo De Berardiinis. |