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L'Unione Sarda, pagina spettacoli
04.06.98
teatro:La pičce di Isolateatro
Un altro Bakuněn fra nostalgie e umori popolari

Č uno spettacolo denso di luci e ombre, di immagini sfuocate e di toni che abbagliano, di ricordi e parole che si intrecciano e danno vita a quello splendido ritratto un po' plausibile un po' stonato «inventato di sana pianta» da Sergio Atzeni. Il Bakuněn di Isolateatro ha percorso un altro itinerario: dopo tagli e aggiunte, limature e particolari estemporanei, l'"identikit" di Gaetano Marino ha trovato una nuova dimensione. Nelle cadenze di una testimonianza esilarante, nel buio di un frammento nostalgico, nella musica di sottofondo, nei quadri di gruppo in cui gli attori si trasformano da spettatori in protagonisti del collage.Nello spazio intimo della nuova sede di viale Fra' Ignazio si č consumata ancora una volta la leggenda di Tullio Saba. «Minatore, compagno, sempre a correre dietro le donne». Personaggio uscito dalle pagine di un libro e "fantasma" teatrale quasi palpabile, descritto con le pennellate taglienti e popolane di Ignazio Grecu, Lilli Fois, Roberta Perra, Caterina Scalas e la partecipazione di Manuela Fiori.Un progetto in tournée per la Sardegna (stasera alle 21 fa tappa alle scuole elementari di Posada, ingresso libero) che rientra in quell'officina intitolata "La lingua del suono", di cui abbiamo giŕ visto Sorelline (un'altra produzione arricchita dalla collaborazione con le signore del Teatro Olata), e che nasce dall'intento di analizzare e mettere in scena la musicalitŕ delle parole, la forza immensa (cosě come nella ricostruzione della figura del figlio di Bakuněn) di frasi che non sono altro se non suoni ruvidi e poetici, partoriti nella realtŕ antica della nostra terra.
Cr. Co.