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L'Unione Sarda, spettacoli
14/05/99
PRIME TEATRO:

Tuttestorie: groviglio di rumori e canzoni

Dodici apprendisti attori, un libro scelto da ciascuno come punto di partenza, un intreccio a volte surreale e inquietante, altre divertente o grottesco. Protagonista della rappresentazione è il groviglio di canzoni, musiche e rumori di Simon Balestrazzi e Alessandro Olla, che tiene insieme parole ed emozioni. Voci sovrapposte, stridori e note dolci, vecchi motivetti di Nicola Di Bari e Titti Bianchi e stralci di brani classici. Si mette in scena un gioco, tra attori e spettatori: i primi inventano nuovi plot e conducono per mano i secondi attraverso le stanze in cui si svolge l'azione, dal foyer alla saletta interna e viceversa. Tuttestorie è il progetto di ricerca teatrale proposto la scorsa settimana dall'Isolateatro con un gruppo di giovani (età media 26) alle prime esperienze che ha lavorato, più che sulla tecnica, sul vissuto e sulla quotidianità. Si tratta di un ulteriore tassello del progetto La lingua del suono, un laboratorio di produzione sulla «parola viva», che prosegue ora (da ieri e fino a domenica nello spazio di viale Fra' Ignazio) con Sconcert, tratto dai racconti di Giulio Angioni. Una nota a parte merita Francesco Grecu, attore in entrambi gli spettacoli. Sessantanove anni, contadino di Sanluri, in Tuttestorie Grecu ha il compito di aprire e chiudere la pièce. Lo fa con un monologo riadattato di Karl Valentin, una breve conferenza sul "teatro dell'obbligo", ovvero come risolvere la crisi delle sale e tornare a riempirle. Una dissertazione che strappa applausi, un esempio di come la parola "sporca" diventa melodia grazie alla sua corposità e naturalezza. Cr. Co.