| L'UNIONE SARDA, PAGINA SPETTACOLI 29.04.1999 Bakunin va a corte e si recita su ordinazione Una volta il teatro si faceva (anche) nei castelli. Davanti alla tavola imbandita, alle poltrone, ai broccati. Quasi un teatro ad personam. O a corte. Volendo, si può ripetere l'esperienza: basta telefonare ai numeri 070/826181-828207. Risponderà l'Isolateatro. Messinscena su ordinazione, o dovunque si voglia. Qualcosa di simile o quasi alla videocassetta, ma dal vivo. Recitazione a domicilio, in camera, in biblioteca, in aula. Non ci sono limitazioni: è sufficiente uno spazio. È la novità-attrazione della rassegna "La lingua del suono", in programma a Cagliari da oggi al 23 maggio (inizio ore 21). Cinque spettacoli, fra proposte e riproposte, «uniti dal filo della ricerca linguistica e sonora», la più recente produzione dell'Isolateatro, in scena (almeno per il cartellone ufficiale) nella sala di viale Fra' Ignazio 52. Si parte stasera (replica domani), proprio col Bakunìn a corte, tratto dal Figlio di Bakunìn di Sergio Atzeni. Ennesima variazione drammaturgica sull'opera che da qualche anno segna il cammino dell'Isolateatro, «l'ultima variazione», precisa il regista Gaetano Marino, e la più asciutta. Tant'è che verrà rappresentata nell'ingresso della sala Officina, con un "bagaglio" minimo: una candela, una radio, gli attori (Lilli Fois, Roberta Perra, Caterina Scalas, Ignazio Grecu) e la parola. Quanta basta poi per un trasloco rapido (a richiesta) verso le "corti" contemporanee. Gratuitamente: «È promozione». L'idea, spiega Marino, è quella di «portare il teatro in luoghi antiteatrali. Abbiamo rappresentato il Bakunìn in mille posti, anche i più strani, e abbiamo notato che l'attenzione, la tensione, non venivano mai meno. L'ennesima conferma è arrivata dalla messinscena nella mensa della comunità "L'Aquilone". Ma allora, ci siamo detti, ciò che conta è la parola, come viene raccontata. Non la luce, non gli effetti, ma la parola. Niente teatro concettuale, formale, solo parola». È del resto la cifra dell'intera rassegna. Un viaggio nel verbo, nel suono di ciò che viene detto, al di là dei significati. Così Sorelline (1 e 2 maggio), e così Sconcert (dal 13 al 16 maggio). Nel mezzo, Tuttestorie con gli allievi del laboratorio e Il teatro dell'obbligo di Karl Valentin interpretato dal contadino sanlurese Francesco Grecu. Elaborazioni sonore di Simon Balestrazzi e Alessandro Olla, regia di Marino. Che firmano anche Bellas Mariposas (dal 20 al 23 maggio), un'altra incursione nel mondo di Sergio Atzeni, attraverso la voce di Marino. Gli spettatori assisteranno a uno spettacolo-concerto. "Concerto da camera da letto", si legge nel titolo. Pubblico sui materassi per ascoltare la parola-ritmo, la parola-rumore, la parola-suono: il testo come una partitura musicale. |