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L'UNIONE SARDA
10.08.00
La singolare iniziativa di un attore in cerca di pubblico e di un ex manager

Spettacolo teatrale a domicilio e il taxi degli animali

Ti invitano ad una festa di compleanno e ti ritrovi coinvolto in una scena teatrale. Fai un giro per la città e ti vedi superare da un taxi per animali. Ecco altri due modi per inventarsi un lavoro. Da quasi dieci anni Antonio Zappone, oristanese di 52 anni ma trapiantato a Cagliari da venti, ha lasciato un posto sicuro come responsabile commerciale di un’azienda per mettere su un servizio di trasporto per animali, che ha un raggio d’azione in particolare nell’hinterland ma non solo. «Il taxi zoo - precisa Zappone- è un servizio di trasporto attivo in qualsiasi ora del giorno, notte compresa, che viene incontro a chi non può uscire per andare dal veterinario, per far pulire il cane o per andare da casa in aeroporto e viceversa». La tariffa, che non funziona col tassametro, per la città è fissa: bastano trenta mila lire (qualcosa di più la notte) alle quali vanno aggiunte le eventuali spese fatte per esempio in ambulatorio o per la sosta, come per i taxi normali. Ma «mi occupo -continua l’inventore del taxi zoo- anche degli animali deceduti grazie alla collaborazione con la Ecoteam, società che può accedere al forno per la cremazione dell’animale». In questo caso si utilizzano gli impianti del Casic di Macchiareddu e per il trasporto, come minimo quaranta chilometri, sono necessarie almeno 70 mila lire. Per contattare il taxi si può fare lo 0333.353.1617 ed entro «trenta minuti il servizio è pronto». Invece il regista cagliaritano di Isolateatro Gaetano Marino, da qualche anno insieme alla sua compagnia teatrale composta da Lilli Fois, Roberta Perra, Caterina Scalas, Manuela Fiori e Ignazio Grecu, si presenta su richiesta in qualsiasi parte della Sardegna con una pila, una candela e un radioregistratore pronto per improvvisare uno spettacolo che sfrutta qualsiasi spazio a disposizione: stanza, giardino o scuola . «Il Teatro a corte -spiega Marino- nasce come una esigenza per trovare il gusto e il piacere di fare teatro. E poi visto che la gente non ci va al teatro, siamo noi che andiamo dalla gente». L’occasione può essere una cena tra amici, un compleanno o una lezione inusuale in una classe di alunni da stimolare. In scena si va dopo «aver sentito le esigenze del pubblico, fatto un sopralluogo del palcoscenico e una breve consultazione tra attori: da lì nascono le nostre proposte, proprio da un insieme di cose. Noi portiamo un minestrone, quello buono preparato dalla mamma che mette dentro la pentola l’esperienza, la cultura della famiglia, il presente e il futuro». E inizia così uno scambio, un dialogo, un rapporto con il pubblico che diventa parte in causa della commedia. Un convivio come lo chiama il regista. A volte rischiando l’imbarazzo di chi ascolta. «L’ultima volta abbiamo usato per la nostra interpretazione un tavolo. Ci siamo seduti e una ragazza ha chiesto: Qui, così vicini?. Noi non cambiamo l’ambiente, ci adattiamo allo spazio». Il figlio di Bakunin, Il rumore della luna e Bellas Mariposas, sono le maggiori proposte di un gruppo che lavora con un turbinio di luci, voci, suoni e musica e che per compenso chiede solo «un invito a cena. E se si lavora fuori Cagliari anche il rimborso benzina». La compagnia si può contattare navigando sul sito internet www.isolateatro.it.
Nikolaj Frigo