| L'UNIONE SARDA, SPETTACOLI 19.03.2002 Prime teatro. Il gioco del mondo Tre donne raccontano i suoni e i colori di un paese chiamato Fraus Tre donne intorno a un tavolo si illuminano dei fari della memoria. Portano sulle spalle il nero scialle del lutto e nelle parole le espressioni dei trentadue abitanti del remoto paese di Fraus. Sono donne e uomini di una quotidianità lontana di appena diversi decenni, ma più vicina ai tempi dei nuraghi che a tempi come questi, recita sul finale la voce dello scrittore Giulio Angioni, autore de Il gioco del mondo. Da questa raccolta di racconti, pubblicata da Il Maestrale, Gaetano Marino ha tratto lultima produzione di Isolateatro, in scena sabato scorso nella sala Cosseddu della Casa dello studente di Cagliari. Ancora il testo di un autore sardo viene riadattato per il teatro, così come si propone il progetto La lingua dei suoni indiscreti, iniziato sui lavori di Sergio Atzeni e proseguito con Scòncert, del 1999, tratto da precedenti racconti dello stesso Angioni. Brave e sempre credibili le tre attrici - Lilli Fois, Roberta Perra e Caterina Scalas - che ripercorrono, alla stregua di quel parlottare a volte indiscreto e petulante, altrove ironico o crucciato, tipico della chiacchiera paesana, le vicende del luogo. Ne risulta una cornice ricca di ritratti saporiti, dai toni accesi di una comunità popolare segnata da uneconomia rurale operosa e inesorabile. È morte sì, ma il ricordo è quello di una intensità che brulica, come in un formicaio. Non si celebra nessun funerale in particolare, se non quello di un mondo intero, quello della vita stessa che ruotava animata intorno al paese di Fraus. Sono cinquanta minuti di continuo evocare di personaggi quali la bigotta e verginale Costanza o zia Peppina, sempre curva a raccogliere tutto quello che può, tra vigne e mandorleti, capace di tornare a casa con ciambelle di sterco di buoi. Intensi gli inserti sonori curati da Simon Balestrazzi sulle belle ed imponenti musiche di James McMillan. La fluidità delle trovate registiche sposta di continuo lazione tra il pubblico, disposto a raggiera attorno al tavolo, e il ritmo della narrazione si anima di improvvisi cambiamenti di registro, riuscendo a creare il divertimento e la partecipazione dei numerosi spettatori. Giulia Clarkson |