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ANIMATETARO
Dicembre 2002
GONARIA:SOGNO, MA FORSE NO
Aula magna facoltà umanistiche - 8/11
Regia: Gaetano Marino. Interpreti: Alessandra Casu, Francesca Lai, Elena Morando, Andrea Mura, Mattia Piano, Carla Tinti, Elisabetta Vacca. Musiche: Simon Balestrazzi (T.A.C.) e Bach. Elaborazione del suono, adattamento e scrittura scenica: Gaetano Marino. Produzione: Lamberto Teatro.
Il delirio organizzato di Gaetano Marino va in scena in uno spazio extrateatrale, un' aula magna universitaria, e in un contesto non spettacolare, quale una giornata di studi dopo una serie di interventi accademici di dotti professori. Gonaria: Sogno, ma forse no è un intervento di circa mezzora realizzato appositamente per il convegno su Salvatore Satta: ha, di conseguenza, la struttura del frammento e attende una completezza che giungerà nelle repliche del 28 e 29 novembre. Lo spettacolo, nonostante fosse previsto, è sempre un'invasione e come tale crea sul pubblico un senso diffuso di pericolo e incontrollabilità degli eventi. Gaetano Marino, travestito da romantico personaggio, a metà strada tra il cercatore d'oro e lo squilibrato barbone, che sogna di fare il direttore d'orchestra alla Scala, è un mattatore naturale. Come la componente acustica del tappeto sonoro, la sua forte presenza registica entra prepotentemente nella drammaturgia e va a sostituire il testo, la voce e i movimenti degli attori con un’esplosione di vitalità improvvisata. La figura di Gonaria e, del resto, gli altri personaggi sono sospesi tra la visione onirica e il reale: assenti vagabondi in un' atmosfera mortifera. Il Lamberto Teatro apparecchia per l'accademica platea un regno della cibernetica dove gli impulsi umani sono gelati e dominati dalla macchina del suono e della volontà superiore del regista. Nonostante tutto non c'è freddo, grazie ad un vasto campionario di parole sporche perché spontanee: quelle parole, tra robotica e umanità, come rumori si fanno espressione di sentimenti. Spazio al divertimento, con il ritorno di Gonaria, in un finale aperto. dalla domanda: se Gonaria, la bigotta, diventasse una star?
Fabio Pisu