L'UNIONE SARDA, pagina cultura
14 gennaio 2004
Il Personaggio / 2
Gaetano Marino e i conti dell'Isolateatro
"Sono un abusivo in casa mia"
"Follia piccina" direbbe Carmelo Bene. <<Fa teatro chi non è
normale>>, dice Gaetano Marino, siciliano di nascita e sardo di adozione. è un
teatrante da stelle e stalle, Marino. Riassume un po' tutto: l'attore che diventa
operatore, il talento che si ricicla e cade, l'autodidatta che scopre lo studio dopo i 40
anni. La vocazione, l'azienda, l'avventura. Al termine del viaggio, ma potrebbe essere
anche l'inizio, Marino è <<abusivo in casa propria>>. Occupante del suo
Isolateatro a Quartu, dove sono èassati Albertazzi e Ronconi, dove si facevano le serate
dada e futuriste e veniva il bel mondo della scena nazionale. Bei tempi. Li ha spazzati la
difficoltà di diventare grandi. Forse anch'e l'incapacità: un piccolo contributo
promesso e poi negato, tutti i conti squinternati. <<Ci ho provato a fare l'attore e
l'operatore insieme: gli dei greci, quando fanno i cattivi, creano trabocchetti, inganni,
demagogie. Burocrazie. Necessarie, intendiamoci: è denaro pubblico>>. In poche
parole, l'azienda è fallita, sono rimasti i debiti. è rimasto anche il talento però:
piaccia o non piaccia agli dei e ai loro cortigiani in terra, il Marino decaduto ha
organizzato alcune delle cose più interessanti della ricerca teatrale sarda. <<Con
pile, lampade, candele, radioloni>>, quel che è rimasto nello sgabuzzino. Ricerca
per necessità, e di qualità, mescolata alla musica, soprattutto quella di Simone
Balestrazzi. C'è da imparare. A presente e futura memoria. Abusivo e studente. Adesso
Marino va diligentemente a scuola, all'Università. Perché è vero che <<nel teatro
l'autodidatta funziona>> ma la didattica aiuta. <<Studio i Greci e vado a
letto presto>>. Fa laboratori e ringrazia quelle istituzioni (altre istituzionei)
<<che mi hanno dato fiducia>>. Laboratori, credito, lavoro: sia lodata
l'Università. Soprattutto quando i soldi non arrivano da nessuna parte. Il fatto è che
marino ha fatto l'impresario ma <<non sono mai riuscito a vedere il teatro come
impresa, altrimenti avrei fatto il commerciante come mio padre>>. Recita fin da
piccolo, prime tappe in parrocchia. Il suo primo maestro Luigi Gozzi, a 31 anni. Marino
non ha paura di andare fuori: è stato anche in Spagna, a recitare nei caffè. Però
<<adesso mi dico che sono stato incosciente e che l'attore non dovrebbe mai sentire
il primo applauso: è un riconoscimento al suo esibizionismo. E il tetaro non è
esibizionismo, non è neppure comunicazione. è un capro espiatorio>>.
Roberto Cossu |