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L’UNIONE SARDA, PAGINA SPETTACOLI
21.05.2005
Teatro
"Se una notte..."
al Museo archeologico di Cagliari
Le favole di Erodoto-Marino

"Mi chiamo Erodoto, sono greco di Alicarnasso. Voglio raccontarvi tutto dei miei viaggi e delle mie ricerche". Comincia così Se una notte? il reading teatrale di Gaetano Marino, in scena nei giorni scorsi nella cornice "naturale" del Museo archeologico di Cagliari, un excursus in dieci "tappe" tra storia e mito, tradizioni e modus vivendi di un mondo "trapassato" ma paradossalmente ancora vivo grazie alla scrittura visiva ed appassionante dello storico greco. Il pubblico si trova catapultato in un mondo abitato da popolazioni avvolte da un'aura di mistero, svelato dai racconti di un Erodoto-Marino che, come un incantatore di serpenti, modula le cadenze cronachistiche delle pagine erodotee trasformando i resoconti realistici, vissuti in prima persona dallo "storico errante", in narrazioni fiabesche che stupiscono e nel contempo atterriscono per la loro "modernità" e crudeltà. Dalla regina dei Massageti Tomiri, che immerge in un cratere di sangue la testa del re persiano Ciro agli esperimenti "linguistici" di Psammetico; dalle fantasiose teorie meteorologiche sulle piene del Nilo al racconto della costruzione di una delle sette meraviglie del mondo, la piramide di Cheope. Senza dimenticare la descrizione minuziosa di riti funebri macabri (i cadaveri straziati dei Persiani o quelli arrostiti e divorati degli Sciti), "golosi" (i morti babilonesi seppelliti nel miele) o degni di una beauty farm post-mortem (i defunti egiziani svuotati, "riempiti" di mirra e cannella, messi sotto sale e avvolti in teli di bisso) e le ingegnose "soluzioni" per eliminare le categorie sociali più deboli come i vecchi (che gli Assiri uccidono e mangiano) e i malati (che i Padei mangiano prima che si ammalino troppo). Ma è un mondo tutt'altro che "defunto" quello che Se una notte? riconsegna alla contemporaneità: un mondo che permane intatto e vibrante, restituito in tutta la sua concretezza e verità a quanti vorranno confrontarsi con esso, perché "ogni uomo è convinto che le proprie usanze siano le migliori", per quanto assurde, terribili o ridicole siano.
Francesca Falchi