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IL PORTICO DI CAGLIARI, 19 ottobre 2008

Cultura. La santa alleanza tra teatro e Università ha prodotto serate di alto livello.
Una risposta al bisogno di confrontarci con le opere che hanno vinto il tempo

I classici greci riproposti nella splendida cornice del Teatro civico di Castello. “Un successo insperato” rivelano gli organizzatori

Il Teatro Civico di Castello ha fatto da cornice alle quattro serate dedicate ai classici della letteratura greca, in un esperimento che ha coinvolto il teatro, l'Università e la città stessa. “Parole nel tempo. Discorsi e racconti nell'antica Atene” si è affidata proprio alla parola per narrare la storia dell'antica Grecia, attraverso le Storie di Erodoto, il Simposio e l'Apologia di Socrate di Platone, uno dei massimi filosofi greci.
Patrizia Mureddu, docente di Letteratura greca nella facoltà di Lettere e prorettore per la didattica e l’orientamento dell'Università di Cagliari, ha curato la traduzione
e l'adattamento dei testi: operazione facile, a suo avviso, per le opere di Platone, “già pensate dallo stesso filosofo come testi “teatrali”, come dialoghi, anche se mai
recitati”, ma più difficile con Erodoto, autore di un'opera di nove libri e quindi bisognosa di un'attenta selezione.
Gaetano Marino, attore di teatro molto noto in città, protagonista di due dei quattro spettacoli e regista, collabora da tempo con Università di Cagliari ed Ersu attraverso
laboratori teatrali e una scuola di recitazione. Ha accettato la proposta della professoressa Mureddu con qualche esitazione: “L'idea di leggere i classici era buona - racconta - ma conoscevo già i testi e, pur ritenendoli di grande spessore, ero scettico sulla loro attuabilità, li credevo inadeguati ai tempi”.
Durante la preparazione si è dovuto ricredere: “Mi divertivo, e questo mi ha fatto capire che il lavoro sarebbe stato apprezzato. Ho riscoperto con piacere il gioco della parola, un linguaggio che appartiene al passato”. “Parole nel tempo” nasce dall'esigenza di far uscire i testi dall'Università, di renderli vivi e proporli ad un pubblico non solo accademico, seguendo l'esempio di altre città italiane. “A Milano, Bologna, Firenze, Siena e Pisa - rivela la professoressa Mureddu - i docenti universitari grecisti hanno istituito una sorta di “colloquio con la città”, in chiese e teatri, che ha riscontrato un enorme successo. A questo punto mi sono chiesta: perché non farlo anche noi? utilizzando allora le professionalità teatrali a nostra disposizione, quindi i professionisti che già operano a Cagliari, ho ritenuto che potessimo fare, nel nostro piccolo, qualcosa di buono anche noi”.
Un'iniziativa di notevole valore culturale, che ha attirato un pubblico folto ed eterogeneo, composto da appassionati dei classici, da studenti delle superiori, e da persone semplicemente desiderose di riascoltare i testi studiati al liceo. “Un successo insperato - confessa Marino - ottenuto anche grazie alla professionalità di attori come Elio
Turno Arthemalle, che ha descritto le Guerre Persiane con la stessa dovizia di particolari impiegata dallo storico Erodoto nelle sue cronache, e Gianluca Medas, perfettamente inserito nella parte di Socrate nell'autodifesa dalla condanna a morte”.
“Positivo e prezioso - rileva il regista - l'apporto di Sonia Masala e Fabio Guggeri, neolaureati e allievi della scuola di recitazione dell'Ersu”. “Abbiamo il bisogno di confrontarci con opere di altri uomini - conclude la docente di Letteratura greca - costruite dalla fantasia, dall'intelligenza, dal pensiero, dalla creatività di altri uomini, che abbiano avuto una loro durata e che siano riuscite a sopravvivere oltre alcune generazioni. Si tratta di testi riconosciuti da molte generazioni di uomini come testi validi, quindi possiamo rileggerli e risentirli ancora una volta: sono sempre in grado di dirci qualcosa”.
Francesco Furcas