L'UNIONE SARDA, SPETTACOLI
20.04.1995
All'Isolateatro «Delitti esemplari» di Aub con la regia di Marino
Piccoli omicidi, per noia e per amore
«Non l'ho fatto apposta.
Neppure io. E' tutto quello che sapeva ripetere quella cretina, davanti alla bocca ridotta
in frantumi. Ed era proprio quella della mia santa mamma, che Dio l'abbia in gloria. La
feci a pezzi.
Vi giuro che non pensai, neppure per un istante, alla legge del taglione.
Fu più forte di mle». O ancora: «Lo uccisi perchè era di Viñaroz». E infine: «La
squartai dal basso in alto, come una pecora, perchè guardava indifferente il soffitto
mentre faceva all'amore». Così Max Aub in alcuni flash dei suoi Delitti esemplari,
un campionario di alienazioni che potrebbe ben spiegare (nel senso che non riuscirebbe mai
a spiegare alcunchè) il perchè avvengono oggi e sempre certi piccoli omicidi. Confuso
nella nascita tra un padre tedesco e una madre francese, spagnolo di adozione e per
passione, Max Aub è uno dei migliori viaggiatori disincantati, quasi cinici, che la
letteratura del Novecento ci abbia regalato. Pochissimo conosciuto in Italia, è uno
straordinario collezionista di aforismi propri e altrui. Non più lunghi di quindici righe
e appunto per questo, fulminanti come potrebbe esserlo una coltellata. Stasera,
all'Isolateatro di Quartu (via Danimarca) Gaetano Marino e la compagnia del Canovaccio
mettono in scena Delitti esemplari (alle 21) all'interno di quei teatri del
sottosuolo che cercano di scoprire il meglio di noi sezionandone il peggio. Nel testo,
morte e vita, verità e menzogna viaggiano su un unico traballante cornicione, seguendo la
guida della mediocrità creata dall'intelligenza. In un sogno che diventa incubo, la noia
che si trasforma in rimorso, il capriccio che lascia dietro di sé solo silenzio.In scena
Claudia Cicalò, Fabio Marceddu e Massimo Zordan. M. M. |