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recensione unione
sarda: 03.04.97
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| BAKUNìN da Sergio Atzeni Bakunìn, tratto da Il figlio di Bakunìn, di Sergio Atzeni, adattamento e regia Gaetano Marino, produzione Isolateatro, con Lilli Fois - Roberta Perra - Caterina Scalas - musiche Giulio Caccini - (Beniamino Gigli) Alessandro Olla, voci fuori campo Eliseo Etzi - Federica Puddu, fotografie Daniela Zedda, produzione Isolateatro E' fitto l'intrecciarsi di memorie sfumate nel tempo,
in questo affresco disegnato da Sergio Atzeni, lo scrittore sardo recentemente scomparso.
Chi è il protagonista assente Tullio Saba? Un anarchico, un capopopolo, un incantatore di
folle? Ladro, assassino, ribelle, idealista, opportunista o forse solo un po matto?
Le testimonianze, i racconti si incrociano nel chiacchiericcio del paese. Ognuno lo
ricorda a modo suo evocando frammenti di un mondo scomparso(Guspini, le miniere, le lotte sindacali, gli
scioperi).Chi egli realmente sia stato - un traditore o un eroe - non è dato saperlo. Sergio Atzeni. (1952/1995) è giunto alla notorietà attraverso un apprendistato intenso e variamente articolato. Una precoce vocazione alla scrittura lo aveva spinto, ancora giovanissimo, verso lattività giornalistica, inizialmente praticata a tutto campo (si era occupato di cronaca, di sport, di attività politica e sindacale) e progressivamente orientata verso il reportage culturale e la recensione libraria. Rileggendo i suoi articoli, che costituiscono il naturale retroterra della successiva attività di narratore, abbiamo modo di cogliere una vastità di interessi, uno sguardo curioso che si spinge nella direzione delle letterature (italiana, in primo luogo, ma anche nord e sudamericana, tedesca, francese, spagnola, con incursioni nellambito della classicità greca e latina), del cinema, del fumetto, della musica, degli studi antropologici e linguistici. Un lettore attento troverà traccia consistente di queste esperienze nella filigrana delle opere che cominciò a pubblicare dalla metà degli anni Settanta. Il testo teatrale Quel maggio 1906, Ballata per una rivolta cagliaritana è del 1977; nel 1981 vede la luce, tra i gialli Mondadori, Gli amori, le avventure e la morte di un elefante bianco, nel 1984 il racconto Araj dimoniu che rielabora unantica fiaba sarda. Più vasta notorietà gli arride a partire dal 1986, quando pubblica, con la casa editrice Sellerio, lApologo del giudice bandito cui seguono Il figlio di Bakunìn (Sellerio, 1991) e Il quinto passo è laddio (Mondadori, 1995). Postumi sono apparsi Passavamo sulla terra leggeri (Mondadori, 1996), Bellas Mariposas (Sellerio, 1996), Si... otto! (Condaghes, 1996). Attualmente è in corso di stampa una raccolta poetica la cui pubblicazione viene annunciata come imminente. Scrittore di forte tensione sperimentale, Atzeni elabora la struttura delle sue opere in un gioco di scomposizione della sequenza narrativa, in un processo sempre più deciso di frantumazione del testo che viene ridotto agli elementi essenziali, la parola, la sillaba. La ricerca di Sergio Atzeni ha per principale oggetto la lingua, lintreccio delle lingue, litaliano e il sardo che, nel conclusivo racconto intitolato Bellas Mariposas, coabitano sfidandosi, si fondono sfiorando luso gergale di un universo giovanile posto al margine della società, danno vita ad un impasto che non può lasciare indifferente il lettore. |