| DELITTI ESEMPLARI di MAX AUB Uccidere. Con il candore e la crudeltà del gioco. Uccidere come farebbe una banda di diabolici bambini. Giocare per giocare. Non per divertirsi. E andare oltre. Cattiveria autentica, genuina. Infantile. Sana e senza morale, senza i freni ipocriti della ragione. Libera, incontrollata. Schegge impazzite di un mondo disegnato su sogni proibiti di sterminio, si materializzano nei deliri surreali di un uomo stanco, solo sulla scena, ma travolto da un magma di delitti senza logica. Basta poco. Un gesto e via. Un gesto fulminante, chirurgico, liberatorio. Per azzerare la mediocrità, la bruttezza, la prepotenza, la noia che avvolge troppe vite. Un innocente, spudorato, disperante movimento della mano e via. Basta un niente, anche una distrazione, un capriccio. Poi il silenzio. Finto. La stupidità che sembrava soffocata si incarna negli occhi e nel cuore dell'assassino. Il sangue lava l'insofferenza di un attimo, ma non cancella la povertà. Non c'è rimorso, non c'è espiazione nella candida perfidia del gioco al massacro. Tutti sanno tutto. Tutti conoscono la verità di un mondo senza speranza. In trenta confessioni purificanti c'è solo una finta catarsi. Di comodo. Vittime e carnefici si confondono. Si confondono morte e vita, verità e menzogna. Bello e brutto si specchiano nella loro nudità. Finge di più chi recita o chi guarda? La mediocrità è dappertutto. Tra i giudici e tra gli imputati. Talvolta si mostra, grida. Spesso si traveste. Uccide. E proprio allora, senza accorgersene, si spoglia. Gaetano Marino |
PENSIERINI DI MAX AUB ...Gli uomini sono esattamente
come furono creati, e volerli ritenere responsabili di ciò che, d'un tratto, li spinge ad
uscire da se stessi, è una pretesa che non condivido. |
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Matar. Con el
candor y la crueldad del juego. Matar como lo haría una banda de niños diabólicos.
Jugar por jugar. No para divertirse. E ir más allá. Maldad auténtica, genuina.
Infantil. Sana y amoral, sin el freno hipócrita de la razón. Libre, descontrolada.
Astillas enloquecidas de un mundo diseñado sobre sueños prohibidos de exterminio, se
materializan en los delirios subreales de un hombre cansado, solo en escena, pero envuelto
en un magma de delitos sin lógica. Basta poco. Un gesto y nada más. Un gesto fulminante,
quirúgico, liberador. Para acabar con la mediocridad, la fealdad, la prepotencia, el
tedio que envuelve demasiadas vidas. Un inocente, inpúdico, desesperante movimiento de la
mano y ya está. Basta nada, también una distracción, un capricho. Después el silencio.
Fingido. La estupidez que parecía sofocada, se encarna en los ojos y el corazón del
asesino. La sangre lava la intolerancia de un momento, pero no cancela la pobreza. No hay
remordimiento, no hay expiación en la cándida perfidia del juego a la masacre. Todos lo
saben todo. Todos conocen la verdad de un mundo sin esperanza. En trienta confesiones
purificantes la catársis es sólo fingida. Por comodidad. Víctimas y carniceros se
confunden. Se confunden muerte y vida, verdad y mentira. Lo bello y lo feo se reflejan en
su desnudez. ¿Finge más el que actúa o el que mira?. La mediocridad está en todas
partes. Entre los jueces y entre los imputados. A veces se muestra, grita. A menudo,
cambia de apariencia. Mata. Y precisamente entonces, sin darse cuenta se desnuda FOTO DELLO SPETTACOLO | FRAMMENTI DEL TESTO | MAX AUB | TORNA SU |