presentazione
L'attenzione che il mondo contemporaneo dedica alle proprie radici, ed alla storia dell'uomo, è attualmente riservata principalmente agli aspetti della cultura materiale. Non solo ritrovamenti archeologici sensazionali per antichità o valore artistico, ma anche più semplicemente l'individuazione di fondamenta di strade o strutture murarie che permettano di ricostruire l'antica topografia di una città costituiscono un innegabile motivo di attrazione, capace di riempire (almeno finché dura la sensazionalità dell'evento) mostre o musei.
Molto meno spazio trovano invece nelle pubbliche manifestazioni i documenti letterari; eppure essi possono vantare un'antichità pari - o addirittura superiore - a quella di numerosi ritrovamenti archeologici, ed in più possono offrire ai loro fruitori la prodigiosa sensazione di un incontro, per così dire, direttamente a tu per tu con l'intelligenza, l'esperienza, le conoscenze, le emozioni di uomini vissuti in epoche affascinanti e remote, in ambiti sociali e culturali ormai irrimediabilmente perduti.
Già in molte città d'Italia sono sorte negli anni immediatamente passati iniziative che hanno inteso mettere le opere di antichi autori (soprattutto greci e latini) a disposizione del grande pubblico. Letture in piazza di Omero, Virgilio, Platone si sono svolte con pieno successo a Milano come a Siena, a Palermo come a Genova.
Sulla scorta di queste considerazioni, la Sezione di Greco del Dipartimento di Filologia Classica, Glottologia e Scienze Storiche dell'Antichità e del Medioevo dell'Università di Cagliari - d'intesa con la Soprintendenza Archeologica di Cagliari – ha programmato una serie di letture erodotee, che avranno luogo nei locali del Museo Archeologico nella settimana della cultura del corrente anno.
Il testo delle Storie di Erodoto, forse poco noto al grande pubblico, si presta particolarmente per fare vivere al visitatore del Museo l'esperienza di uno straordinario tuffo nel passato. Viaggiatore curioso ed instancabile, lo storico greco riporta il lettore (o l'ascoltatore) dei nostri giorni a confrontarsi con la condizione di scoperta e di magico incanto che accompagnava le sue peregrinazioni per il mondo allora conosciuto, descrivendo con vivacità usi, costumi, monumenti, animali, piante, leggende, dei numerosi paesi in cui - per un tempo più o meno lungo - si trovò a soggiornare.
Dalla Persia alle regioni dell'India, dall'Egitto verso l'interno del continente africano, dal mare d'Azov all'estremo nord-est costituito allora dall'ambiente inospitale delle steppe siberiane, possiamo vedere con i suoi occhi, per la prima volta, questo nostro mondo ormai fin troppo conosciuto, sorridere delle sue illazioni, lasciarci avvincere dai suoi straordinari racconti, a metà tra realtà e fantasia.
La selezione dei brani, che verrà affidata per la lettura all’attore Gaetano Marino, è stata fatta scegliendo tra l'enorme ricchezza di fatti, descrizioni, curiosità che costellano i primi quattro libri delle Storie (quelli che contengono soprattutto gli appunti di viaggio dello storico greco) e costituirà una sorprendente e piacevole avventura per lo spettatore.
Patrizia Mureddu

...proseguirò il mio racconto parlandovi degli stati grandi come di quelli minori. Perché la fortuna degli uomini non resta mai ferma nello stesso luogo, e città che in passato furono grandi sono ora assai piccole, e quelle di cui oggi conosco la grandezza erano un tempo irrilevanti.
Erodoto




Brevi notizie su Erodoto.
La colonia greca di Alicarnasso , dove Erodoto era nato, si trovava nell'odierna Turchia; egli, perciò, per quanto greco, visse i primi anni della sua vita molto vicino al mondo orientale, e soprattutto ai Persiani, sulle cui vicende appare particolarmente informato. Quando era ancora un bambino, i Persiani, che avevano conquistato gran parte dei popoli vicini, decisero di attaccare i Greci e furono sconfitti rovinosamente a Salamina.
Nella Grecia dei suoi tempi, il concetto di 'sapiente' era ancora molto poco specializzato, indicava chi faceva indagini geografiche, filosofiche, scientifiche, insomma, chi studiava la natura nel senso più ampio del termine, ed è a questo sapiente originario che il greco applicava il titolo di physikòs, che ora riguarda solo una particolare branca del sapere. E poiché Erodoto fu il primo a fare una ricerca complessa sui popoli conosciuti e sulle loro vicende, a questo tipo di indagini è stato applicato quel nome, historìe, storia, che egli usò per definire la sua attività, e che in origine significa soltanto 'ricerca'.
Viaggiò in tutto il mondo conosciuto di allora, che, tutt'intorno al Mediterraneo, si estendeva a sud, oltre l'Egitto, nel cuore dell'Africa (che era chiamata Libia), ad est verso l'Arabia e l'India, ad ovest oltre lo stretto di Gibilterra (le 'colonne d'Ercole'), ed a nord verso la steppa siberiana (il mondo selvaggio degli Sciti). Dopo avere acquistato un gran numero di conoscenze, si spostò per le città greche per fare affollate conferenze, e guadagnare abbastanza da vivere bene. Giunto ad Atene nel periodo in cui Pericle l'aveva resa straordinaria per cultura ed opere d'arte - ancora oggi ne ammiriamo i resti, in particolare il Partenone, per la cui costruzione fu chiamato il grande Fidia - se ne innamorò, e soprattutto fu un grande ammiratore dell'esperimento politico che vi si stava compiendo: la democrazia. Progettò forse durante questo suo soggiorno di scrivere la storia della sconfitta dei Persiani da parte dei Greci, attribuendo ad Atene, secondo la propaganda periclea, un ruolo determinante nell'impresa.
Acquistato notevole prestigio negli ambienti politicamente più influenti, gli venne affidato il compito di guidare un gruppo di coloni, provenienti da diverse città della Grecia, nella fondazione della colonia panellenica di Turi, in Magna Grecia (nell'odierna Calabria). E così, lui che era nato sulla sponda orientale del Mediterraneo, passò gli ultimi anni della sua vita ad occidente; a Turi, probabilmente, si dedicò alla scrittura delle sue Storie, che dovevano narrare soprattutto la grande guerra tra Greci e Persiani. Ma per nostra fortuna, non rinunciò a riversarvi dentro tutta la sua grande esperienza di viaggiatore insaziabile: e così abbiamo il privilegio, ascoltando le sue parole, di assaporare ancora una volta con lui la scoperta di questo nostro mondo, che è diventato ormai per noi così noto e così piccolo.

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