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| SE UNA NOTTE storie dalle Storie di Erodoto |
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Se una notte, storie dalle Storie FOTO: |
SE UNA NOTTE Convitto Nazionale, Liceo Ginnasio Martedì 13 Aprile 2020 è accaduto un fatto che non mi aspettavo. Francesca Didu |
| Se una notte… Storie dalle Storie di Erodoto Cagliari, febbraio 2010. Numerosissime classi del Liceo “G.M. Dettori ” di Cagliari, accompagnate dai loro insegnanti, hanno avuto la preziosa occasione di assistere allo spettacolo Se una notte… Storie dalle Storie di Erodoto interpretato da Gaetano Marino e promosso dall’ l'Università degli Studi di Cagliari, Dipartimento di Filologia Classica, Glottologia, Scienze Storiche dell'Antichità e del Medioevo – Sezione di Greco, con la traduzione della professoressa Patrizia Mureddu. Speciale esibizione, una capacità straordinaria di esprimersi con un intersecarsi di registri linguistici diversi che passano da un registro alto a uno più colloquiale accompagnato da una voce particolarmente espressiva e coinvolgente e da una gestualità spontanea ed essenziale che ha saputo farci conoscere, in un modo così semplice per noi giovani, la storia e le Storie di Erodoto. L’ incipit: “Salve a tutti, mi chiamo Erodoto..” attrae subito lo spettatore perché lo porta in una condizione semi-reale di confronto con l’ autore/attore. E subito un susseguirsi di vicende fra guerre, leggende, usi e costumi di popoli antichi come i Persiani, gli Assiri, i Massageti e gli Egiziani con il loro misterioso Nilo, senza dimenticare anche le particolari tradizioni degli Indiani, Sciti e Geti. Grazie alla straordinaria capacità di calarsi nei panni del famoso Erodoto con Gaetano Marino ci vediamo catapultati realisticamente in mondi ormai inesorabilmente perduti ma sempre vivi, perché le Storie possiamo leggerle sempre. Grazie La 5^H del Liceo Dettori |
Se una notte… Giovedi 19 Novembre la nostra classe insieme alla 1°F ha assistito alla rappresentazione di Gaetano Marino che ha raccontato le Storie di Erodoto. La rappresentazione mi è piaciuta intanto perchè ho potuto conoscere gli usi e costumi dei diversi popoli e poi perchè aveva un buon ritmo e non c' erano parti poco interessanti; quindi ritengo utile e piacevole studiare Erodoto perchè è un modo per conoscere civiltà oramai estinte davvero affascinanti. ---------------------------------------------------------------------------------------------- Recensione: Gaetano Marino racconta “le Storie” di Erodoto di Alicarnasso. E’ il 19 Novembre, e di fronte all’attore stanno ad assistere le classi I L e I F del Liceo Siotto; tutti sono interessati, chi più, chi meno, a sentire il monologo e, sebbene non ci sia alcuna scenografia, la voce di Gaetano Marino è più che sufficiente a catturare l’attenzione; ciò che più colpisce, per l’esattezza, è il fatto che nel nostro narratore si personifichi il medesimo Erodoto, cosa che fa sentire l’ascoltatore come nel V secolo A.C. ai tempi dello stesso autore. Le tematiche del racconto sono davvero varie: tutto ruota attorno alla causa scatenante le guerre persiane, ma, per arrivare a parlare di queste, Erodoto compie lunghi excursus sulle varie popolazioni con cui i Persiani ebbero a che fare prima dei Greci; racconti divertenti e curiosi come quello degli Sciti, che respiravano i vapori della canapa come si fa con una droga, sono ciò che è stato esposto di fronte al pubblico e che costituiva solo i primi 4 libri dei totali 9 de “Le Storie”. Erodoto è capace di raccontare tante di queste notizie per via della sua vita di storico-viaggiatore per tutto il mediterraneo orientale: lui stesso dice: <<…la fortuna degli uomini non resta mai ferma nello stesso luogo …>> e da questa frase si può chiaramente capire perché egli abbia dedicato la sua esistenza ai viaggi e a raccogliere più notizie possibili sui luoghi che visitava tra costumi, architetture, riti funebri, abitudini. Egli voleva sapere, per il piacere di saper mettere in relazione gli avvenimenti tra loro, e la storia ne è proprio la sintesi: essa è un cammino che presuppone un “prima” e un “dopo” a cui noi diamo un valore relativo; è sostanzialmente una serie di prove oggettive che ricaviamo attraverso le conseguenze che ritroviamo ai giorni nostri principalmente nei caratteri socioculturale, politico e economico delle varie etnie. Quindi per mezzo del sapere e della storia, che si fondono a diventare una cosa sola, siamo capaci di continuare a scrivere il racconto dell’uomo. Tra gli aspetti più importanti che si sono evoluti rispetto al tempo di Erodoto c’è quello del rispetto dei diritti umani. Il diritto alla vita, a quei tempi, non era affatto inalienabile ma, era nelle mani di padri e, in misura più ampia, di re, che potevano disporre a piacimento della vita di figli e sudditi: ne è un esempio lampante quello della cerimonia di sepoltura del cadavere del re scita, durante la quale, al fine di accompagnare il sovrano nell’ aldilà, venivano uccisi, tutti con lo strangolamento, 50 schiavi, 50 cavalli, una concubina, un cuoco e un corriere; poi con tutti questi corpi, che venivano come impagliati, si realizzava un fantasioso corredo funebre. Così nel 1950 si è arrivati alla Convenzione Europea per i Diritti Umani come strumento di controllo e rispetto di questi all’ interno dell’ Unione. Ma, in tante altre zone del mondo, a 2500 anni dai tempi di Erodoto, la situazione non è variata gran che: basti pensare a paesi come l’ Afghanistan in cui il diritto ad una vita dignitosa è quanto mai assente, e, tanto più, quello all’ istruzione e alla libertà di pensiero; inoltre, riguardo le donne, la situazione è ancora peggiore, poiché esse non hanno nemmeno concessa la parità dei sessi, e sono completamente sottomesse al proprio padre e marito. Così si giunge a capire veramente il messaggio di Erodoto: questo, attuale più che mai, nonostante ci arrivi dal V secolo a.c., ci insegna a sfruttare ogni nuova scoperta e conoscenza, ma sempre con occhio critico e cognizione di causa, al fine di creare nuovi tasselli della storia che l’uomo scrisse, scrive e scriverà, col desiderio, un giorno, di riuscire ad afferrare il distante futuro. Di Giovanni Deriu 1° L ------------------------------------------------------------------------------------------------ Gaetano Marino, ripercorrendo le “Storie” di Erodoto ha creato una rappresentazione recitata da egli stesso sulle conoscenze di Erodoto sui popoli che entrarono in contatto con i Persiani. Questa rappresentazione, recitata in prima persona, ha raccontato in modo esauriente le vicende greco-persiane in base ai suoi viaggi e alle conoscenze avute anche in modo indiretto dalle persone incontrate durante il suo cammino. Ci racconta infatti di vari popoli e personaggi quali i Lidi, i Persiani e Assiri, Re Ciro, Babilonesi, i Massageti, gli Egiziani, gli Sciti e i Geti. In certi punti è stato un po’ difficile seguire le storie a causa di troppi personaggi o intrecci nelle vicende e anche poiché gli argomenti apparivano quasi scollegati tra loro. Il fatto che lo fossero è dovuto proprio al fatto che lo scopo di Erodoto non è quello di articolare un discorso unitario ma quello di informarci sulle sue conoscenze malgrado queste non abbiano un filo logico che le collega. Diversi sono stati i punti che hanno riscosso interesse da parte del pubblico. Ogni questione ha infatti riscosso successo soprattutto grazie alle particolarità degli usi e costumi o per gli intrecci delle storie. Ad esempio ha suscitato interesse la vicenda della venuta al trono di Ciro,figlio di Cambise. Astiage, Re dei Medi, aveva una figlia di nome Mandane. Questa ebbe un figlio da suo marito Cambise e Astige facendo uno strano sogno, chiese consiglio ai Magi, i quali gli dissero che il figlio di Mandane avrebbe preso il suo posto. Questo, spaventato affidò il nipote affinchè venisse ucciso ad Arpago, suo parente, che a suo volta lo diede ad un mandriano che tenne il bambino. Il bambino, di nome Ciro, una volta cresciuto, fu riconosciuto dal nonno e questo per punire Arpago di avergli disubbidito gli fece mangiare inconsapevolmente le carni di suo figlio. Altre particolarità delle vicende che hanno attirato maggiormente l’attenzione e quasi stupito sono state ad esempio riguardo i Massageti: questi potevano avere rapporti sessuali extra-coniugali con qualsiasi donna del loro popolo a patto che appendessero l’arco al suo carro; la loro sovrana, la regina Tomiri, dopo aver ucciso Ciro oltraggiò il cadavere infilando la sua testa in un cratere e accusandolo di aver preso suo figlio con l’inganno e che ora lo avrebbe saziato col sangue come gli aveva promesso. Anche nel racconto riguardante gli Sciti ci sono state notizie interessanti come ad esempio che, quando ad un uomo moriva il padre, tutti i parenti immolavano capi di bestiame e fattene a pezzi le carni le univano a quelle del morto e le mangiavano e la testa invece, tolti i capelli e ripulita veniva indorata e tenuta come immagine sacra. Inoltre il guerriero scotennava la testa del nemico in base a un rituale e usava le sue pelli in vari modi. Anche la sepoltura si basava su un rituale complesso: il cadavere veniva rivestito di cera e riempito di cipero triturato,incenso, semi di sedano e anice e poi ricucito. Al suo fianco veniva seppellita inoltre una sua concubina, precedentemente strangolata, insieme a un cuoco ,uno scudiero, un servo , un corriere, cavalli e beni preziosi. Poi trascorso un anno uccidevano 50 servi e altrettanti cavalli per ricelebrare la morte. E’ da notare in modo particolare come molti eventi narrati da Erodoto ci informino del fatto che i diritti umani del passato fossero molto diversi da quelli attuali. Il sovrano aveva il potere su tutto. Tutti gli eventi erano regolati da lui, compresa la morte. La morte non aveva molta importanza se era stato il Re a deciderla, la sua volontà era infatti assoluta. I diritti inoltre non erano uguali per tutti, le classi sociali avevano una grandissima importanza, un servo non era un uomo libero, non poteva prendere decisioni e non aveva il controllo della sua stessa vita che era infatti in mano al sovrano. Oggi le cose sono ben diverse fortunatamente, e il fatto stesso che non ci sia un potere assoluto su un regno e che gli uomini siano tutti liberi ci fa capire quanto le cose sia cambiate e quanti diritti abbiamo rispetto al passato. I nostri diritti non dipendono infatti dalla nostra appartenenza sociale e abbiamo il controllo sulle azioni che compiamo nella nostra vita, nei limiti delle leggi,che ci gestiscono. Da questo trattato capiamo comunque quanto la sete di sapere spinga Erodoto a voler conoscere sempre di più ogni cosa, e quanto lui non si schieri mai dalla parte di nessun popolo. Lui infatti addirittura elogia i lati positivi di ogni popolo senza mai però dilungarsi a livello soggettivo. E’ proprio la sua sete di sapere che l’ha portato a diventare uno storico e un personaggio così importante per la cultura greca. Noi dal suo pensiero dobbiamo trarre insegnamento. E’ infatti proprio la conoscenza che ci fa diventare grandi persone, più sappiamo più possiamo aspirare a diventare persone in grado di far diventare qualcosa di utile il nostro sapere. Con il sapere possiamo raggiungere i nostri obiettivi, andare oltre ciò che pensiamo, esser capaci di capire e discutere idee diverse dalle nostre, pur sempre rispettandole. Finisco col dire che quindi Erodoto, non ci ha lasciato solo il suo patrimonio di testimonianze e conoscenza, ma un vero e proprio pensiero, e malgrado lui sia vissuto intorno al 480-430 A.C. possiamo trarre esempio e ricondurlo al contesto attuale per diventare abili pensatori e curiosi conoscitori come lui. ----------------------------------------------------------------- Recensione: |
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E RAGIONAR D’AMORE Cagliari, aprile 2010.
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Gaetano Marino tel. 3491051841 |