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RECENSIONI - SPETTACOLI - STUDENTI - DOCENTI
SE UNA NOTTE
storie dalle Storie di Erodoto

E RAGIONAR D'AMORE
rileggendo il Simposio di Platone

 

Se una notte, storie dalle Storie
di Erodoto

FOTO:
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VIDEO:
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SE UNA NOTTE
Storie dalle Storie di Erodoto

Convitto Nazionale, Liceo Ginnasio

Martedì 13 Aprile 2020 è accaduto un fatto che non mi aspettavo.
Ha riguardato una sessantina di ragazzi e anche me, la loro insegnante. Dalle 11 alle 13 un uditorio attento, silenzioso, incantato come lo sono i bambini quando si racconta loro la più straordinaria delle favole, ha ascoltato una serie di racconti tratti dalle Storie di Erodoto recitati da Gaetano Marino.
Qual è il fatto straordinario… semplice : non avevo mai visto i ragazzi così attenti, interessati e desiderosi di apprendere, così svegli, curiosi e incuriositi, fermi, contenti, sinceri quando hanno applaudito.
Certo i brani recitati erano dei più accattivanti… le strane abitudini degli Egizi, la crudeltà degli Sciti, l’infanzia di Ciro e i costumi dei Persiani, l’incredibile storia del pastore Gige… e l’autore, nonché attore e scenografo, Marino appunto, con la sua capacità, esperienza e maestria ha fatto il resto catturandoli.
Bello vedere i propri alunni cadere in una simile rete.
Eppure lo sfondo era una semplice cartina della Grecia e del Vicino Oriente, l’attore era vestito come un uomo dei nostri tempi, non come poteva esserlo Erodoto, eppure… sembrava di vedere e sentire Erodoto, di vedere Gige stupefatto di fronte all’incredibile sorte capitatagli, di osservare lì sul palco un cadavere pronto per essere mummificato, di scorgere la lepre che correva di qua e di là a scompigliare le fila dell’esercito pronto alla battaglia, a momenti ci si aspettava che spuntasse da dietro le quinte uno Scita imponente coi capelli rossi…
Davvero mi sono stupita della reazione dei ragazzi e dei loro commenti, anche il giorno dopo, positivi riguardanti lo spettacolo. Sarà un’esperienza da ripetere e spero che il prossimo anno si riesca a mettere in piedi una collaborazione stretta con Marino per avviare un laboratorio teatrale e mettere in scena qualche bella tragedia.
Devo ringraziare il collega Antonio Garau per aver organizzato lo spettacolo e Gaetano Marino per avere accettato  il suo invito e per averci regalato due ore di lezione assolutamente diverse.

Francesca Didu

Se una notte…
Storie dalle Storie di Erodoto

Cagliari, febbraio 2010.
Numerosissime classi del Liceo “G.M. Dettori ”  di Cagliari, accompagnate dai loro insegnanti, hanno avuto la preziosa occasione di assistere allo spettacolo Se una notte… Storie dalle Storie di Erodoto interpretato da Gaetano Marino e promosso dall’ l'Università degli Studi di Cagliari, Dipartimento di Filologia Classica, Glottologia, Scienze Storiche dell'Antichità e del Medioevo – Sezione di Greco, con la traduzione della professoressa Patrizia Mureddu.  
Speciale esibizione, una capacità straordinaria di esprimersi con un intersecarsi di registri linguistici diversi che passano da un registro alto a uno più colloquiale accompagnato da una voce particolarmente espressiva e coinvolgente  e  da una gestualità spontanea ed essenziale  che ha saputo farci conoscere, in un modo così semplice per noi giovani, la storia e le Storie di Erodoto.
 L’ incipit: “Salve a tutti, mi chiamo Erodoto..” attrae subito lo spettatore perché lo porta in una condizione semi-reale di confronto con l’ autore/attore.  E subito un susseguirsi di vicende fra guerre, leggende, usi e costumi di popoli antichi come i Persiani, gli Assiri, i Massageti e gli Egiziani con il loro misterioso Nilo, senza dimenticare anche le particolari tradizioni  degli Indiani, Sciti e Geti.
Grazie alla straordinaria capacità di calarsi nei panni del famoso Erodoto con Gaetano Marino ci vediamo catapultati realisticamente in mondi ormai inesorabilmente perduti  ma sempre vivi, perché le Storie possiamo leggerle sempre.
Grazie
La 5^H del Liceo Dettori

Se una notte…
Storie dalle Storie di Erodoto

novembre 2010
Liceo Ginnasio Siotto Pintor - Cagliari
Binaghi Alessandro
I^L
ANNO SCOLASTICO 2009/10

Giovedi 19 Novembre la nostra classe insieme alla 1°F ha assistito alla rappresentazione di Gaetano Marino che ha raccontato le Storie di Erodoto.
La rappresentazione ha avuto inizio con un prologo dove Erodoto si presenta e racconta dei suoi viaggi e delle sue ricerche e illustra il motivo del conflitto fra greci e barbari. Nel prologo si parla anche del rapimento della principessa Io, del rapimento di Elena e di Europa. Si parla dei Lidi, governati dal tiranno Càndaule, abitanti dell' omonima regione, e del loro re Creso: Candaule era innamoratissimo della moglie e ne lodava la bellezza. Egli aveva una guardia del corpo di nome Gige con il quale si confidava raccontandogli anche gli affari più importanti. Gige non credeva alla bellezza della moglie di Candaule; proprio per questo il re gli propose di vedere la moglie nuda solo quando si fosse addormentata. In un primo momento Gige esitò poi si convinse e fece come il re gli aveva ordinato. Venne introdotto dal re nella stanza da letto della regina a sua insaputa e la osservò mentre ella si spogliava. La regina si accorse dell' accaduto ma rimase indifferente.
Gige il giorno dopo venne convocato dalla sovrana che gli comunicò la decisione di farlo diventare suo marito uccidendo il re o in alternativa morire. Gige preferì sposare la regina e uccidere il re.
Nella 2° parte si parla degli usi e costumi dei Persiani, degli Assiri:
i persiani sono dediti al bere e quando sono ebbri deliberano su questioni importanti che vengono definitivamente approvate solo il giorno successivo. Il loro costume non consente nè di vomitare nè di orinare davanti ad un altro.
Fanno sacrifici agli elementi della natura (sole, luna, Terra) e festeggiano il giorno della loro nascita, ai figli insegnano il tiro con l' arco, il cavalcare, ma soprattutto la sincerità.
Si è parlato inoltre del re Ciro ucciso dalla regina dei Massageti Tomiri, vendicatasi dell' uccisione del suo popolo da parte di Ciro la quale aveva riempito un cratere di sangue e lì ha immerso la testa di Ciro; si parla anche degli usi e costumi dei Babilonesi:
l' acquisto da parte dei ricchi delle donne più belle e l' unione con uno straniero nel santuario della dea Afrodite.
Nella 3° parte si è parlato della storia, degli usi e costumi degli Egiziani: come ad esempio la circoncisione delle parti intime, l' estrazione del cervello, degli occhi e dell' intestino dei morti.
Nell' ultima parte si è parlato del re Dario, degli usi e costumi di Indiani, Sciti e Geti: gli Indiani per esempio si cibano di carne cruda,
sono nomadi, non uccidono alcun essere vivente, non seminano, non mangiano erba, gli Sciti per esempio immolano capi di bestiame e tagliano a pezzi i cadaveri, in guerra gli Sciti uccidono il nemico, ne bevono il sangue e consegnano al re la testa per avere una parte del bottino.

La rappresentazione mi è piaciuta intanto perchè ho potuto conoscere gli usi e costumi dei diversi popoli e poi perchè aveva un buon ritmo e non c' erano parti poco interessanti; quindi ritengo utile e piacevole studiare Erodoto perchè è un modo per conoscere civiltà oramai estinte davvero affascinanti.

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Recensione:
Se una notte... Erodoto
Di Giovanni Deriu 1° L

Gaetano Marino racconta “le Storie” di Erodoto di Alicarnasso. E’ il 19 Novembre, e di fronte all’attore stanno ad assistere le classi I L e I F del Liceo Siotto; tutti sono interessati, chi più, chi meno, a sentire il monologo e, sebbene non ci sia alcuna scenografia, la voce di Gaetano Marino è più che sufficiente a catturare l’attenzione; ciò che più colpisce, per l’esattezza, è il fatto che nel nostro narratore si personifichi il medesimo Erodoto, cosa che fa sentire l’ascoltatore come nel V secolo A.C. ai tempi dello stesso autore. Le tematiche del racconto sono davvero varie: tutto ruota attorno alla causa scatenante le guerre persiane, ma, per arrivare a parlare di queste, Erodoto compie lunghi excursus sulle varie popolazioni con cui i Persiani ebbero a che fare prima dei Greci; racconti divertenti e curiosi come quello degli Sciti, che respiravano i vapori della canapa come si fa con una droga, sono ciò che è stato esposto di fronte al pubblico e che costituiva solo i primi 4 libri dei totali 9 de “Le Storie”. Erodoto è capace di raccontare tante di queste notizie per via della sua vita di storico-viaggiatore per tutto il mediterraneo orientale: lui stesso dice: <<…la fortuna degli uomini non resta mai ferma nello stesso luogo …>> e da questa frase si può chiaramente capire perché egli abbia dedicato la sua esistenza ai viaggi e a raccogliere più notizie possibili sui luoghi che visitava tra costumi, architetture, riti funebri, abitudini. Egli voleva sapere, per il piacere di saper mettere in relazione gli avvenimenti tra loro, e la storia ne è proprio la sintesi: essa è un cammino che presuppone un “prima” e un “dopo” a cui noi diamo un valore relativo; è sostanzialmente una serie di prove oggettive che ricaviamo attraverso le conseguenze che ritroviamo ai giorni nostri principalmente nei caratteri socioculturale, politico e economico delle varie etnie. Quindi per mezzo del sapere e della storia, che si fondono a diventare una cosa sola, siamo capaci di continuare a scrivere il racconto dell’uomo. Tra gli aspetti più importanti che si sono evoluti rispetto al tempo di Erodoto c’è quello del rispetto dei diritti umani. Il diritto alla vita, a quei tempi, non era affatto inalienabile ma, era nelle mani di padri e, in misura più ampia, di re, che potevano disporre a piacimento della vita di figli e sudditi: ne è un esempio lampante quello della cerimonia di sepoltura del cadavere del re scita, durante la quale, al fine di accompagnare il sovrano nell’ aldilà, venivano uccisi, tutti con lo strangolamento, 50 schiavi, 50 cavalli, una concubina, un cuoco e un corriere; poi con tutti questi corpi, che venivano come impagliati, si realizzava un fantasioso corredo funebre. Così nel 1950 si è arrivati alla Convenzione Europea per i Diritti Umani come strumento di controllo e rispetto di questi all’ interno dell’ Unione. Ma, in tante altre zone del mondo, a 2500 anni dai tempi di Erodoto, la situazione non è variata gran che: basti pensare a paesi come l’ Afghanistan in cui il diritto ad una vita dignitosa è quanto mai assente, e, tanto più, quello all’ istruzione e alla libertà di pensiero; inoltre, riguardo le donne, la situazione è ancora peggiore, poiché esse non hanno nemmeno concessa la parità dei sessi, e sono completamente sottomesse al proprio padre e marito. Così si giunge a capire veramente il messaggio di Erodoto: questo, attuale più che mai, nonostante ci arrivi dal V secolo a.c., ci insegna a sfruttare ogni nuova scoperta e conoscenza, ma sempre con occhio critico e cognizione di causa, al fine di creare nuovi tasselli della storia che l’uomo scrisse, scrive e scriverà, col desiderio, un giorno, di riuscire ad afferrare il distante futuro.

Di Giovanni Deriu 1° L

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Recensione:
Se una notte... Erodoto
di Michele Manca
la classe è IL

Gaetano Marino, ripercorrendo le “Storie” di Erodoto ha creato una rappresentazione recitata da egli stesso sulle conoscenze di Erodoto sui popoli che entrarono in contatto con i Persiani. Questa rappresentazione, recitata in prima persona, ha raccontato in modo esauriente le vicende greco-persiane in base ai suoi viaggi e alle conoscenze avute anche in modo indiretto dalle persone incontrate durante il suo cammino. Ci racconta infatti di vari popoli e personaggi quali i Lidi, i Persiani e Assiri, Re Ciro, Babilonesi, i Massageti, gli Egiziani, gli Sciti e i Geti. In certi punti è stato un po’ difficile seguire le storie a causa di troppi personaggi o intrecci nelle vicende e anche poiché gli argomenti apparivano quasi scollegati tra loro. Il fatto che lo fossero è dovuto proprio al fatto che lo scopo di Erodoto non è quello di articolare un discorso unitario ma quello di informarci sulle sue conoscenze malgrado queste non abbiano un filo logico che le collega. Diversi sono stati i punti che hanno riscosso interesse da parte del pubblico. Ogni questione ha infatti riscosso successo soprattutto grazie alle particolarità degli usi e costumi o per gli intrecci delle storie. Ad esempio ha suscitato interesse la vicenda della venuta al trono di Ciro,figlio di Cambise. Astiage, Re dei Medi, aveva una figlia di nome Mandane. Questa ebbe un figlio da suo marito Cambise e Astige facendo uno strano sogno, chiese consiglio ai Magi, i quali gli dissero che il figlio di Mandane avrebbe preso il suo posto. Questo, spaventato affidò il nipote affinchè venisse ucciso ad Arpago, suo parente, che a suo volta lo diede ad un mandriano che tenne il bambino. Il bambino, di nome Ciro, una volta cresciuto, fu riconosciuto dal nonno e questo per punire Arpago di avergli disubbidito gli fece mangiare inconsapevolmente le carni di suo figlio. Altre particolarità delle vicende che hanno attirato maggiormente l’attenzione e quasi stupito sono state ad esempio riguardo i Massageti: questi potevano avere rapporti sessuali extra-coniugali con qualsiasi donna del loro popolo a patto che appendessero l’arco al suo carro; la loro sovrana, la regina Tomiri, dopo aver ucciso Ciro oltraggiò il cadavere infilando la sua testa in un cratere e accusandolo di aver preso suo figlio con l’inganno e che ora lo avrebbe saziato col sangue come gli aveva promesso. Anche nel racconto riguardante gli Sciti ci sono state notizie interessanti come ad esempio che, quando ad un uomo moriva il padre, tutti i parenti immolavano capi di bestiame e fattene a pezzi le carni le univano a quelle del morto e le mangiavano e la testa invece, tolti i capelli e ripulita veniva indorata e tenuta come immagine sacra. Inoltre il guerriero scotennava la testa del nemico in base a un rituale e usava le sue pelli in vari modi. Anche la sepoltura si basava su un rituale complesso: il cadavere veniva rivestito di cera e riempito di cipero triturato,incenso, semi di sedano e anice e poi ricucito. Al suo fianco veniva seppellita inoltre una sua concubina, precedentemente strangolata, insieme a un cuoco ,uno scudiero, un servo , un corriere, cavalli e beni preziosi. Poi trascorso un anno uccidevano 50 servi e altrettanti cavalli per ricelebrare la morte. E’ da notare in modo particolare come molti eventi narrati da Erodoto ci informino del fatto che i diritti umani del passato fossero molto diversi da quelli attuali. Il sovrano aveva il potere su tutto. Tutti gli eventi erano regolati da lui, compresa la morte. La morte non aveva molta importanza se era stato il Re a deciderla, la sua volontà era infatti assoluta. I diritti inoltre non erano uguali per tutti, le classi sociali avevano una grandissima importanza, un servo non era un uomo libero, non poteva prendere decisioni e non aveva il controllo della sua stessa vita che era infatti in mano al sovrano. Oggi le cose sono ben diverse fortunatamente, e il fatto stesso che non ci sia un potere assoluto su un regno e che gli uomini siano tutti liberi ci fa capire quanto le cose sia cambiate e quanti diritti abbiamo rispetto al passato. I nostri diritti non dipendono infatti dalla nostra appartenenza sociale e abbiamo il controllo sulle azioni che compiamo nella nostra vita, nei limiti delle leggi,che ci gestiscono. Da questo trattato capiamo comunque quanto la sete di sapere spinga Erodoto a voler conoscere sempre di più ogni cosa, e quanto lui non si schieri mai dalla parte di nessun popolo. Lui infatti addirittura elogia i lati positivi di ogni popolo senza mai però dilungarsi a livello soggettivo. E’ proprio la sua sete di sapere che l’ha portato a diventare uno storico e un personaggio così importante per la cultura greca. Noi dal suo pensiero dobbiamo trarre insegnamento. E’ infatti proprio la conoscenza che ci fa diventare grandi persone, più sappiamo più possiamo aspirare a diventare persone in grado di far diventare qualcosa di utile il nostro sapere. Con il sapere possiamo raggiungere i nostri obiettivi, andare oltre ciò che pensiamo, esser capaci di capire e discutere idee diverse dalle nostre, pur sempre rispettandole. Finisco col dire che quindi Erodoto, non ci ha lasciato solo il suo patrimonio di testimonianze e conoscenza, ma un vero e proprio pensiero, e malgrado lui sia vissuto intorno al 480-430 A.C. possiamo trarre esempio e ricondurlo al contesto attuale per diventare abili pensatori e curiosi conoscitori come lui.

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Recensione:
Se una notte... Erodoto
Cristian Perra, 1L
Ormai storia è una parola banale, magari scritta solo sulla copertina di un vecchio e noiosissimo e impolverato libro dellesuperiori; ma soffermandosi un attimo sull'importanza di questa disciplina ci si rende conto che è sicuramente la più importante tra le materie scolastiche. Cicerone, n el suo De Oratore diceva: «Historia magistra vitae est» ed è vero: poiché senza conoscere ciò che ci ha preceduto, ciò che è successo ai nostri antenati, non si riesce a evolvere culturalmente. Il primo a capire l'importanza della storia
è sicuramente Erodoto di Alicarnasso che nelle sue Icrroplai (Le Storie) parla di ciò che ha visto o sentito
durante i suoi numerosi viaggi: nella Grecia antica, un viaggiatore era sicuramente una persona di grande
cultura, quindi i resoconti venivano visti con molto interesse, non essendoci allora mezzi comunicazione
come Internet o viaggi low cost, per poter scoprire il mondo ed essendo inusuali racconti delle stranezze
delle etnie "Barbare" (inteso come non Greche). L'obbiettivo di Erodoto, è quello di parlarci delle guerre
Persiane, ma per parlare di questi importanti eventi, parte alla lontana, dalla nascita dell'impero Persiano,
dalla sua crescita e dell'odio tra Greci e Asiatici, a causa dei rapimenti delle principesse lo, Medea, Europa e
Elena. Nei primi quattro libri, raccontatici in una interessantissima rappresentazione teatrale dal regista e
attore Gaetano Marino dal titolo "Se Una Notte...", si parla con criterio assologico (ovvero tutto ciò che è degno di essere raccontato) le vicende che porteranno alla nascita dell'Impero Persiano con l'unione conciviltà come i Lidi,) Babilonesi, i Massageti, gli Egizi, gli Indiani, gli Sciti e i Geti fino a formare la potente armata che nel 480 a.c. verrà sconfì tta prima da Temistocle a Salamina e poi definitivamente a Platea da Pausania, ma come si conclude lo spettacolo: «Questa è un'altra storia.» Consiglioa tutti, poiché ritengo che Erodoto, così come molti altri autori classici, sia stato fondamentale per la nostra cultura. Inoltre, anche se potrebbe sembrare noiosa, pesante e difficile, non lo è affatto, anche grazie alla recitazione di Gaetano Marino che ha saputo attirare a se l'attenzione degli spettatori sebbene possa risultare difficile ricordarsi tutti i nomi e i popoli narrati. Erodoto adopera una specie di metodo storico basato sulla vista (OiJjk;), l'ascolto (Akoiì) e il raziocinio (yvcann); ovvero innanzitutto narra ciò che ha visto direttamente, poi ciò che gli è stato riferimento; infine poiché di uno stesso evento esistono versioni diverse, egli sceglie la più persuasiva o le trascrive tutte. Sicuramente è ancora una storiografia semplice e anche un po' ingenua, ancora molto lontana dalla scienza storica di Tucidide,
soprattutto perché è convinto che nella storia umana operi un elemento divino che egli definisce "invidioso
e sovvertitore"; inoltre usa di rado documenti e scrive più per il semplice piacere di narrare. Molto
interessanti la descrizi one delle usanze dei vari popoli, così come il racconto di episodi mitici (come la
storia di Candaule e Gige) o incontri tra personaggi famosi (come la decisione e il carattere della regina
Tomiri che sarà fatale al re Ciro. La contrapposizione tra mondo "occidentale" e mondo "orientale" narrata
negli otto libri delle storie fa pensare, poiché essa è presente oggi: non è forse vero che oggi in medio -
oriente vi è una guerra tra occidentali e orientali? Anche durante il medioevo la contrapposizione era molto
forte, tanto che si arrivò alle crociate. Questo dimostra che la storia si ripete in modo ciclico, e se "l'odio"
tra oriente e occidente sia ancora frutto dei rapimenti delle principesse? Beh..un motivo in più per aprire il
vecchio libro impolverato e iniziare a studiare il nostro passato, oltre che per riempire il nostro "sacchetto
della befana" chiamato Cultura per non limitare le nostre aspirazioni a quelle di ancheggiare in un
programma tv oppure a fare il calciatore (meglio studiare! N.d.R.), ma per conoscere quello che sarà il
nostro futuro e magari non ripetere gli stessi errori.

 

E RAGIONAR D’AMORE
Rileggendo Il Simposio di Platone

Cagliari, aprile 2010.
Gaetano Marino è tornato al Liceo Dettori per una nuova performance. Questa volta si tratta di una rilettura del Simposio di Platone, tradotto da Patrizia Mureddu e, anche questa volta, è stato un successo. Ecco alcuni commenti degli studenti della 5^ h:

“….la bravura di Gaetano Marino nel calarsi nei panni di tanti personaggi riesce addirittura a rendere superfluo l’utilizzo di un intero cast. Dopo aver interpretato Erodoto in Se una notte…Gaetano torna a deliziarci con la sua voce particolarmente espressiva e con la sua gestualità dirompente che rende più digeribile la storia per coloro che dovessero trovarla troppo complessa.” Stefano Moi

“…gli occhi di tutti gli alunni presenti erano incollati su di lui…e, anche questa volta, ci ha fatto divertire.” Andrea Mossa

“…ci ha dato l’idea di ciò che poteva succedere durante un banchetto: si beveva, si scherzava,si amoreggiava, si discuteva, si cantava. Socrate, Fedro, Pausania, Erissimaco, Aristofane e Alcibiade sono invitati da Agatone per festeggiare la sua vittoria negli agoni delle Grandi Dionisie e Gaetano Marino con straordinaria maestria e vivacità li interpreta tutti.” Giulia Colleo e Valentina Taccori

“…è stato semplice immergersi in quella vicenda inventata dal famoso Platone, perché interpretata in maniera accattivante e… divertente.” Ambra Serra e Chiara Medinas

“Quale modo migliore per conoscere un’opera letteraria e per comprendere lo stile e la fantasia di Platone? Tuffarsi proprio nel banchetto da lui immaginato insieme agli invitati, tutti  interpretati magistralmente da una sola brillante persona, Gaetano Marino” Tommaso Murgia

 

 

 

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